Squarciato il velo dell’ipocrisia, riemerge il lurido spettacolo del terminal autobus di Benevento

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Come era e come è, vuoi per l'aspetto giocoso di cogliere le differenze, vuoi (anche) per meglio comprendere il concetto di vivibilità a Benevento, declinato secondo l'atteggiamento dell'uomo e dell'istituzione che ne 'disegna' certi ambienti. Ed ecco che è ancora possibile sfogliare una fra le fotogallery (leggi su IlVaglio.it) come precedente, per poi cogliere, oggi, a breve distanza di tempo, come sia stato squarciato infine quel sottile (davvero sottile) velo dell'ipocrisia, consistito in rattoppi in legno compensato raffigurati, prima, a guisa di 'tappo'.

I cessi – di funzione e fatto - del terminal bus in coda a via Pertini sono ritornati allo stato brado in cui una utenza evidentemente immune dalla possibilità di contrarre almeno un'epatite e una manutenzione costante li hanno condannati.

La ritrattistica amatoriale ne evidenzia il lato naturalistico per un valore non di testimonianza ma di pura e semplice nuova indicazione d'obiettivo per la politica delle inaugurazioni, dei nastri da tagliare in favore di platea mediatica – come accaduto ai giardini Piccinato, di recente.

C'è, insomma, ancora del lavoro da fare in termini di salute pubblica, in un posto che più pubblico non si può. Sempre che si riesca a trovare davvero qualcuno, magari il solito privato a sostegno dell'intervento, in grado di riuscire a superare il ribrezzo nell'accostarsi a tali capolavori. La doppia “V” del miracolo alfine da mostrare (Videosorveglianza e Vigili urbani di controllo) è lontana da venire, ma pur sempre vicina da propagandare.

E dire, per ripetere il concetto, che ancora oggi i motori di ricerca sul web allineano in bell'ordine articoli di questo o quel sito o giornale in cui s'annovera Benevento tra le “cinque città da visitare ora”, quella “di certo meno conosciute, ma (che) offrono davvero tanto e sono ottime idee per un viaggio”, magari fuori dai soliti percorsi. E magari il turista cede alla curiosità e alla lusinga, e chissà decide di giungere in autobus...