Al Mastella che chiude le scuole infastidiscono i cittadini che non si comportano come suoi sudditi

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Nel dialogare via social con i cittadini beneventani, Mastella non lesina toni anche aspri per dare ancor più forza alle ragioni di alcune sue decisioni. Oggetto, nella normalità della dialettica democratica talora sconosciuta anche ai sindaci, di interpretazioni e valutazioni differenti o controverse. E’ quanto accaduto con la chiusura anticipata delle scuole di Benevento a mezzo Ordinanza, che ha impegnato il dibattito pubblico e mediatico in questi ultimi giorni.

E, a proposito di ‘media’, c’è chi ha veicolato – come invero si sta facendo anche qui e adesso – il grido di dolore di Mastella e soprattutto la sua delusione per l’ingratitudine di uomini, politica, associazioni: “Oggi il presidente De Luca dichiara che siamo di fatto già in zona arancione – ha scritto -. La situazione sanitaria prende una piega non buona, ed il Codacons mi denuncia, perché ho anticipato la chiusura delle scuole di due giorni, in quanto mi preoccupo della salute della mia comunità. Strano che denunciano solo me e non gli altri sindaci, che hanno emesso le stesse ordinanze. Non lo dico per richiamare correità, lo dico per far emergere un modo strumentale ed ipocrita di esercitare un diritto di critica. Poveretti: se denunciavano altri, nessun si sarebbe accorto della loro esistenza, con me tentano di far finta di esserci. A me interessa dare risposte alla mia gente ed in buona fede. Le elezioni sono finite, le scelte non le faccio a caso e preventive. Le loro sono mirate. Per intanto Omicron avanza ma a loro cosa gliene frega, a loro interessa fregare Mastella. Che squallore”.

Deve essere senza dubbio un fraintendimento, quello intercorso fra il sindaco e comunque il variegato mondo che gli si è rivoltato contro in seguito ai tre giorni di didattica in presenza mancata. Smussare gli angoli dovrebbe fare parte del bagaglio di un politico di lungo corso come Mastella, pertanto il suo uso in ugual modo strumentale dei social, e la necessità di uscire dall’angolo attaccando, secondo la comprensibile logica della povertà delle argomentazioni, non aiutano a chiarire meglio i fatti. Che poggiano su un assunto: il difetto di compiutezza nell’informare e quindi comunicare all’opinione pubblica.

Se il sindaco avesse sostenuto il suo operato con cifre precise in grado di far emergere anche il senso di una positiva sinergia istituzionale (con l’Asl Benevento in questo caso), la conseguenza della pericolosità dello stare fra i banchi sarebbe riuscita a piegare ogni resistenza permettendo, anzi, di apprezzare l’opportunità e la tutela della salute pubblica evocate nell’Ordinanza (e vale per Mastella e per tutti gli altri sindaci, è ovvio).

Purtroppo ancora non s’è persa l’abitudine di far cadere le scelte solo dall’alto, ed è naturale che chi non avverta lo ‘status’ di suddito (quelli che lui chiama “la mia gente”) mostri una spontanea tendenza a discutere: nelle procure, in piazza, nei luoghi della politica, sui mezzi di informazione, sul web.