Se la moglie non vuole, il marito può non fermarsi...: la valutazione di una magistrata di Benevento diventa un caso e interviene il procuratore capo

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Il Tribunale di Benevento
Il Tribunale di Benevento

Una richiesta di archiviazione avanzata da una sostituta procuratrice del Tribunale di Benevento (cioè dall’ufficio che esercita la pubblica accusa), su una denuncia di violenza sporta dalla moglie ai danni del marito, è stata oggetto di un articolo odierno su “Il Fatto Quotidiano”, e poi rilanciata da altri quotidiani. La vicenda ha suscitato tanto scalpore, al punto che nel pomeriggio odierno il capo della Procura sannita, Aldo Policastro, ha ritenuto di intervenire con una nota di precisazione.

Come è scritto oggi in un articolo di “Repubblica” (clicca qui per leggerlo) la magistrata, di fronte a un racconto di una donna che ha lamentato di aver subito dal marito “reiterata, fisica e anche psicologica” questa non era tale. In particolare che “il racconto di un presunto stupro subìto in casa fosse tutt’altro”. Il legale della denunciante Michele Sarno ha presentato ricorso.

I coniugi hanno due figli; la moglie, di origine francese, ha asserito di aver subito, nella convivenza, l’aggressività del marito e di aver dovuto riparare con i figli in un centro anti-violenza. Ha denunciato essere stata costretta a subire rapporti sessuali non voluti.

La sostituta procuratrice beneventana ha dato una diversa lettura di tale episodio.
Così Repubblica riporta da Il Fatto Quotidiano: "Considerata la sussistenza di un rapporto di coniugio – scrive la magistrata – appare arduo sostenere che sia provata la consapevolezza”, da parte dell’uomo, “della non consensualità al rapporto sessuale, considerato anche comune negli uomini dover vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, nella stanchezza delle incombenze quotidiane, tende ad esercitare, quando un marito (che nel caso di specie appare particolarmente amante della materia) tenta un approccio sessuale".

L’avvocato Sarno ha anche dichiarato che il marito durante "la preparazione di una cena di famiglia, alla presenza di testimoni, - come ricostruisce la stessa pm - dopo aver sentito in tv un servizio sull’ennesimo femminicidio, ha preso un coltello con cui stava tagliando il pane e lo ha puntato alla gola della moglie dicendo che prima o poi anche lui sarebbe stato menzionato al telegiornale, tornando pochi istanti dopo ad affettare il pane".

Per la magistrata di Benevento, “appare verosimile – scrive la rappresentante della pubblica accusa – che per quanto di cattivo gusto” quel gesto “sia stato compiuto per scherzo. Al riguardo basti consultare la messaggistica successiva”. In cui l’uomo scrive alla donna, sempre come riporta la pm nella sua richiesta di archiviazione: “In momenti di rabbia si dicono tante cose che non si pensano, riguardo le altre cose io ho sempre scherzato, difatti tu mi rispondevi che saresti uscita prima tu al tg”.
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Oggi pomeriggio, il procuratore capo della Repubblica di Benevento, Aldo Policastro, in merito ha diramato il seguente comunicato: In riferimento ad una richiesta di archiviazione adottata da un magistrato di questo ufficio in un procedimento per maltrattamenti e violenza sessuale, oggetto, in data odierna, di notizie di stampa, mi corre l'obbligo, atteso l'interesse pubblico connesso, di precisare che la opposizione presentata dalla persona offesa è all'esame dell'ufficio, come sempre accade dopo la sua presentazione, che dovrà determinarsi all'esito in ordine al prosieguo del procedimento.

La richiesta assunta ha ritenuto che non ricorresse il quantum probatorio necessario a ritenere sussistenti gli elementi costitutivi dei reati contestati. L'ufficio, anche tenendo conto dell'autonomia del magistrato assegnatario del procedimento, si determinerà, senza alcun pregiudizio determinato dalla decisione assunta e di cui si discute, all'esito dell'esame degli atti e dell'opposizione.

Fermo restando che è assolutamente estraneo alla prassi e agli orientamenti di tutto l'ufficio ogni e qualsiasi sottovalutazione del seppur minimo approccio costrittivo nei rapporti interpersonali tra uomo e donna e in generale in quelli che involgano la liberta in generale e quella sessuale in particolare.

Prova ne è l'impegno di tutto l'ufficio in tema di violenza di genere con la costituzione, fin dal 2017, e la quotidiana operatività dello Spazio ascolto per le vittime vulnerabili e di violenza di genere e del Tavolo tecnico interistituzionale che ha già varato protocolli comuni e di rete, Direttive condivise tra ben 27 enti partecipanti, corsi di formazione per operatori e polizia giudiziaria insieme alle Università operanti sul territorio, momenti di confronto e di approfondimenti sulla violenza di genere con la cittadinanza e le scuole del territorio e facilitato l'adozione dei percorsi rosa negli ospedali del territorio.