La paziente siepe umana a Benevento in fila per vaccinarsi non può subire la disorganizzazione

- Ambiente Sanità IlVaglio.it

Sul viale degli Atlantici, martoriato tanto in fatto di viabilità che quando percorso a piedi, una siepe umana è tornata a contornare l'ingresso dell'hub vaccinale. E’ l'unico ormai a Benevento (si è andati per sottrazione proprio quando aumentano le necessità) ed è stato ricavato dall'Asl nella ex caserma Pepicelli. Tale siepe umana provoca piacere collettivo, per la salute pubblica, pur con condizioni meteo piuttosto 'precarie', a essere buoni, e non ottimali neppure dal punto di vista fisico: l'accoglienza raccogliticcia, è stata già oggetto, in passato lontano e recente, di osservazioni critiche.

Il progressivo innalzarsi delle quote giornaliere di vaccinati, fra prima, seconda e terza dose, viene salutata appunto quotidianamente con inni di gioia e alla gioia: tutto sacrosanto e giusto. Un plauso ai volontari, un plauso agli operatori amministrativi, un plauso agli operatori sanitari. Un plauso a tutti, naturalmente anche a quella fetta sempre più ampia della popolazione sannita che ha messo al bando paure, timidezze e magari pure altro, e ha detto “sì” al vaccino.

L'impennata era prevedibile?
Sì, certamente, se proprio non si vive sull'altra faccia della luna.

L'organizzazione s'è adeguata?
Insomma...

Un dato di fatto è che in un giorno davvero di grande afflusso, come lunedì 29 novembre - vuoi perché il certificato verde rinforzato pare essere garanzia di un Natale più godereccio (nei limiti...), vuoi perché in sostanza il vaccino è divenuto obbligatorio se si intende vivere la vita almeno contando su un'arma d'eccellenza in più contro il virus - i cancelli dell'ex seminario arcivescovile poi ex caserma allievi carabinieri sono stati sprangati ben prima dell'orario previsto per la chiusura, senza alcun preavviso.

Alla luce della soddisfazione di vedere tanta gente correre alla dose è probabile che passi sottotraccia l'evidente disservizio: ci saranno stati buoni motivi alla base di una decisione del genere, dai vaccini magari in via di esaurimento al numero elevato di persone da accontentare... ma non ci può essere la logica del cartellino da timbrare in situazioni emergenziali come la crisi pandemica tuttora in corso. Se la chiusura improvvisamente anticipata fosse stata posta in essere da un qualunque altro ufficio pubblico avremmo trovato le forze dell'ordine all'uscio in un battibaleno; qui la patina dell'eroismo sempre e comunque è prevalente, intimorisce talora e comunque invita a soprassedere nell'ottica della reciproca collaborazione fra stato e cittadino, cui viene richiesto e non viene meno un surplus di pazienza.

Ma non viene meno neppure lo sguardo obliquo su come s'organizzi il servizio.

In tempi particolari ove è richiesto al cittadino uno sforzo esemplare di partecipazione non si può rispondere con logiche e metodi alquanto ordinari. Per non dire sciatti.