Appalti, Maglione (M5S): ”Interrogato il ministro dell’interno Lamorgese"

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Il deputato sannita del M5S Pasquale Maglione
Il deputato sannita del M5S Pasquale Maglione

“Il Sannio in questi giorni è scosso da eventi che non è possibile sottovalutare. E’ per questo che ho ritenuto necessario depositare un'interrogazione al ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, chiedendo di verificare se sussistono pericoli di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti affidati dagli enti locali, interessati dalle notizie trapelate dalla stampa. La situazione è estremamente delicata e la politica, con gli strumenti utili a far valere le proprie prerogative deve dare un segnale forte di presenza e reazione”, così in una nota diffusa alla stampa il deputato M5S Pasquale Maglione.

“Nel testo - prosegue Maglione -, ho fatto presente al dicastero gli eventi che hanno coinvolto - seppur indirettamente - esponenti politici locali a partire dalla notizia dell'arresto dell'imprenditore casertano Giuseppe Diana, ritenuto affiliato al clan dei casalesi, e dei rapporti dei fratelli Diana con Aldo Patriciello, imprenditore ed europarlamentare di Forza Italia dal 2006, affinché venisse promossa nell'Agro aversano la candidatura della beneventana Mariagrazia Chiusolo, adesso assessore a Benevento, all'epoca candidata alle elezioni europee. Al ministro ho chiesto - in base alle prerogative previste dal Tuel (Testo Unico degli enti locali) - di approfondire la vicende affinché vengano attuati tutti quei provvedimenti necessari per tutelare l'interesse pubblico”, così conclude il deputato.

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Questo il testo integrale dell'interrogazione (4/10811):

Al Ministro dell'interno. — Per sapere –

premesso che:

la notizia dell'arresto dell'imprenditore casertano Giuseppe Diana, ritenuto affiliato al clan dei casalesi di Michele Zagaria, riportata da tutte le più autorevoli testate giornalistiche (Il Mattino, edizione del 16 novembre 2021) ha suscitato notevole preoccupazione per quanto riguarda i presunti interessi del clan nella zona di Isernia e nella provincia di Benevento;

in un articolo, pubblicato il 12 novembre 2021 sul quotidiano indipendente «Cronache di», si riferisce che i fratelli Raffaele e Giuseppe Diana, secondo il pubblico ministero Giulio Monferini, tra il 2016 e il 2018, insieme ad Antonio Esposito, avrebbero concentrato i propri affari, in Toscana e in Emilia Romagna, ma che nel 2019, partendo dalla loro Casapesenna, ha ricostruito il Gico di Firenze, hanno messo radici pure nel vicino Molise riuscendoci grazie a contatti con Vincenzo Ambrosio, sottufficiale della guardia di finanza, ora in servizio al Nucleo mobile della tenenza di Venafro, e già consigliere comunale, vicesindaco ed assessore al bilancio del comune di Pozzilli dal primo giugno 2015 al 16 giugno 2017;

in particolare è Raffaele Diana, dicono gli investigatori, ad aver legato con Ambrosio. Una intesa, la loro, che sarebbe stata favorita da un altro politico molisano, Massimiliano Lanni e in occasione delle europee del maggio 2019, proprio Ambrosio e Lanni, ritengono i militari del Gico, avrebbero fatto da intermediari tra Raffaele Diana e Aldo Patriciello, imprenditore ed europarlamentare di Forza Italia dal 2006, affinché il casapesennese promuovesse nell'Agro aversano la candidatura della beneventana Mariagrazia Chiusolo, adesso assessore a Benevento;

gli interessi dei casapesennesi nella zona di Isernia e nel Beneventano, stando alla tesi dei finanzieri, dopo il 2019 si sarebbero gradualmente intensificati hanno difatti partecipato a diversi bandi e gare pubbliche e, in molte occasioni, dice il Gico, le ditte riconducibili ai germani sono risultate vincitrici; le modalità attraverso cui sono stati reperiti i voti per le europee del 2019, hanno spinto gli investigatori a ritenere possibili condotte di scambio elettorale politico-mafioso circostanza che ha portato a trasmettere gli atti raccolti sulla rete attivata da Diana;

dall'ultima Relazione Semestrale della Direzione Investigativa riferita al 2o Semestre 2020, emerge che il clan dei Casalesi composto dai gruppi Schiavone, Zagaria, Bidognetti e Iovine resta egemone nell'intera area della provincia di Caserta, anche attraverso legami con altri campani;

il cartello è specializzato nel controllo criminale delle attività economiche, attraverso la gestione monopolistica di interi settori imprenditoriali e commerciali, al fine di acquisire appalti e servizi pubblici, anche interferendo nella composizione e nel lavoro degli organismi politici rappresentativi locali come comprovato dal numero di amministrazioni comunali casertane sciolte ex articolo 143 Tuel;

la progressiva evoluzione del cartello vede poi le compagini dei Casalesi connotate dalla presenza di giovani, per la gran parte rappresentanti delle ultime generazioni delle famiglie mafiose, orientati verso la creazione di estemporanee aggregazioni criminali, tra i quali i fratelli Diana;

si rileva inoltre che, in queste ore, la Provincia di Benevento è stata anche interessata da una indagine della procura di Benevento e dei carabinieri su undici procedure pubbliche di appalto indette e gestite dall'ente Provincia di Benevento, da quella di Caserta e dal comune di Buonalbergo, che ha portato agli arresti domiciliari il presidente della Provincia di Benevento insieme ad altre sette persone e ad altri dieci soggetti è stato imposto il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione descritta in premessa, e quali iniziative intenda porre in essere, per quanto di competenza, e ai sensi dell'articolo 143 del testo unico della legge sull'ordinamento degli enti locali, al fine di accertare se ricorrano pericoli di infiltrazione della criminalità organizzata negli enti territoriali sopra richiamati, considerate le attività economiche e finanziarie di cui in premessa, nei settori di pubblico interesse nelle suddette zone, con particolare riferimento all'area della provincia di Benevento. (4-10811)