Mastella attacca un giornalista che non gli piace. Proprio su questa materia il sindaco farebbe bene a non sbagliare. La protesta della Cgil

- Opinioni di Carlo Panella
Enzo Colarusso
Enzo Colarusso

In calce a questo articolo troverete le due note di solidarietà al giornalista Enzo Colarusso della CGIL e del Movimento Benevento Città Verde. Il collega stava facendo il suo lavoro al Comune di Benevento e ha posto, pubblicamente, una domanda al sindaco Clemente Mastella. Costui nel rispondergli l’ha apostrofato tacciandolo di essere il portavoce dell’opposizione. Giustamente, Colarusso gli ha replicato dicendogli di non permettersi più di esprimere queste valutazioni che non solo non rispondono al vero, ma sono offensive per un giornalista che fa solo il suo lavoro di informatore della pubblica opinione, liberamente e autonomamente (guarda il video qui).
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La mia solidarietà al collega è totale. Non solo nel merito della questione: quella frase di Mastella è assolutamente ingiustificabile. Il sindaco è solo tenuto a rispondere alle domande, anche a quelle che reputi le più indigeste. Ha tanto potere nelle sue mani, ma non quello di affibbiare etichette offensive verso chi non gli aggrada.
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Più in generale sono solidale, a prescindere, con coloro che, degnamente, svolgono il compito ingrato di dar conto dell’informazione politica nel Sannio, avendo ordinariamente a che fare con personaggi non proprio del calibro di Maurizio Valenzi o Giorgio La Pira…
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Ma, ironia a parte, tornando a Mastella, abbiamo visto come in campagna elettorale il suo linguaggio abbia superato abbondantemente i limiti del buon gusto, con le sue ognora ribadite teorie sul fottere e non farsi fottere, o sul maleodorante attributo di stronzate con il quale ha continuamente definito le critiche rivoltegli.

In questo caso, però, l’aggressività verbale è passata dalla forma del linguaggio al contenuto e l’ha riservata non ai suoi competitori ma ai giornalisti, meglio, a quello tra loro che ha reputato di dover colpire.

L’accaduto non mi stupisce, avendo seguito da giornalista per molti anni il 75enne sindaco di Benevento, ma resta comunque grave. E qui lo stigmatizzo.

Avrebbero dovuto farlo, subito, tutti assieme, i giornalisti presenti al momento dello scontro verbale, purtroppo non l’hanno fatto: se Mastella con i beneventani si comporta come gli pare, la prima responsabilità è sempre di chi glielo lascia fare, non solo votandolo.
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C’è però una chiosa all’increscioso episodio che mi pare opportuno fare. Tra le mastellate non infrequenti che è capitato di sentire c'è quella in cui il ceppalonese con orgoglio si presenta – anche – come giornalista. Bisogna scavare nel passato remoto per trovarne traccia, dato che fa il politico ai massimi livelli formali dal 20 giugno 1976, cioè da quando aveva 29 anni.

Un “reperto documentale” lo offre il fortunatissimo libro di Sergio Rizzo e Gianantonio Stella “La Casta”, edito nel 2007. A pagina 312 si può leggere: “Nessun al mondo si è guadagnato una pensione da giornalista lavorando poco come Clemente Mastella. Veniva da Ceppaloni, faceva il ‘promoter’ elettorale per l’allora potentissimo Ciriaco De Mita e venne da lui piazzato alla sede Rai di Napoli verso la metà degli anni Settanta. Malignità? No. L’ha raccontato lui, Mastella: ‘A farmi entrare alla Rai fu De Mita. Tre giorni di sciopero contro la mia assunzione. Ai colleghi replicai soltanto: e voi invece siete entrati per concorso!' ”.

Rizzo e Stella continuano raccontando altre gesta del giovin Mastella, per aggiungere poco dopo: “Diventato professionista il 19 maggio 1975, un anno e 2 mesi dopo entrava alla Camera dei deputati… Le leggi dell’epoca ammettevano i cosiddetti contributi figurativi" con Rizzo e Stella “quei versamenti che un ente previdenziale è obbligato ad accreditare sul ‘conto’ pensionistico di un parlamentare anche se i soldi non li riceve né dall’interessato, né dal datore di lavoro…. Fare un elenco di quelli andati in pensione coi contributi figurativi è impossibile. Troppo lungo, Clemente Mastella, come dicevamo, dall’alba del terzo millennio è un pensionato dell’Inpgi (Istituto di previdenza dei giornalisti), dopo aver fatto il cronista per un totale di 397 giorni”.

Una pensione, come è specificato, allora lecitamente acquisita, ma comunque a fronte di un curriculum professionale tanto breve e così ottenuto, come disinvoltamente ammesso e rivendicato.

L’ostentazione che fa dell’essere anche un giornalista francamente potrebbe risparmiarsela. Ancor più tacciare un giornalista in effettivo servizio di essere un portavoce di una parte politica: da tutti in generale, ma da lui in particolare, questo non si può sentire. Lasci stare, dunque, il giornalismo e i giornalisti.
Vai avanti Enzo, serenamente: giornalista è chi il giornalista fa.

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La nota della Cgil provinciale di Benevento
Veniamo a conoscenza di uno spiacevolissimo episodio che ha coinvolto il giornalista Enzo Colarusso durante una interlocuzione con il sindaco di Benevento. Esprimiamo a Colarusso la nostra vicinanza nel momento in cui viene attaccato in modo così forte. Siamo solidali con Enzo, perché lo conosciamo e apprezziamo la sua rettitudine professionale, sempre tesa alla ricerca della verità in modo libero e non condizionato.

Ma, più in generale, siamo vicini al lavoro giornalistico, che non sta attraversando un momento facile nel nostro Paese, con attacchi da più parti, a volte anche con aggressioni fisiche. Il ruolo dell’informazione libera è indispensabile nelle società contemporanee ed è garanzia per i cittadini. Noi restiamo convinti che il grado di rispetto e di tutela che ha quella che è stata indicata come quarto potere, la stampa, sia un importante metro di misura del livello di democrazia della società. E quando gli attacchi arrivano dal potere politico – che dovrebbe tutelarne la libera espressione, ma a volte è intollerante verso qualsiasi critica, ritenendosene al di sopra -, dobbiamo essere tutti preoccupati.

Perciò, è ancora più forte l’abbraccio affettuoso al carissimo Enzo Colarusso e a tutti gli operatori dell’informazione.
Luciano Valle, segretario generale della CGIL del Sannio

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La nota del Movimento Benevento Città Verde
Il Movimento Benevento Città Verde esprime la sua solidarietà al dottor Vincenzo Colarusso, giornalista di Lab TV, vittima di un’ espressione verbale da parte del Sindaco di Benevento Clemente Mastella che, ancora una volta, ha mostrato i suoi limiti… e la sua avversità verso la libera stampa.
Ambner De Iapinis Presidente Movimento Benevento Città Verde