Mastella dopo gli arresti: "Di Maria è una persona perbene. E sulla legalità la trave negli occhi ce l'hanno PD, M5S e Lega". Le repliche: "La butta in caciara"

- Cronaca IlVaglio.it

Dopo gli arresti operati ieri (clicca e leggi) dai carabinieri a Benevento, tra i quali a spiccare è stato il nome del mastelliano presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria, dopo 24 ore Clemente Mastella, sindaco di Benevento e leader di "Noi Campani', ha diramato una dichiarazione, seguita in replica da quelle dei consiglieri provinciali del PD e dal deputato sannita del M5S, Pasquale Maglione. In serata, la controreplica delal segreteria pronciale di 'Noi Campani' guidata dall'assessora comunale di Benevento Molly Chiusolo.

Ha scritto Mastella
: “Come ex ministro della Giustizia ho sempre rispettato il ruolo e l’attività della magistratura sia inquirente che giudicante. Anche quando, come nel mio caso, era difficile accettare accuse che successivamente si sono rivelate assolutamente infondate. Ancora oggi rimane questa mia convinzione di rispetto e fiducia nell’attività della magistratura.

Egualmente, però, voglio esprimere la mia vicinanza e solidarietà umana al presidente della Provincia Antonio Di Maria, che ritengo essere una persona perbene e che sono convinto riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli sono contestati. Allo stesso modo voglio esprimere vicinanza alla famiglia, ed in particolare alla figlia, perché conosco il dramma che stanno vivendo in questo delicato momento. Purtroppo in vicende giudiziarie come questa occorre attendere troppo tempo, io ho atteso ben 11 anni, per spazzare via una sorta di contumacia morale, sghignazzamenti vari, sorrisini, brindisi a champagne, come avvenne nel mio caso in alcune sedi locali di partito.

Il problema riguarda però la politica, che dovrebbe accelerare i tempi della giustizia, e il Parlamento, che vedo molto in ritardo ed inefficace rispetto alla risoluzione di questa importante problematica. Nonostante ciò, mi auguro che per Di Maria i tempi siano più rapidi e che la vicenda possa chiarirsi celermente, anche perché – è bene sottolinearlo - non risultano esserci state dazioni in danaro in suo favore.

Non posso, inoltre, esimermi dal rammaricarmi per il fatto che in queste ore ci sia stato qualcuno che abbia voluto attaccare il presidente Di Maria dimenticando, tra l’altro, che nella stessa vicenda sono coinvolti due esponenti autorevoli del Pd, uno agli arresti domiciliari e un altro indagato e non sottoposto a misure restrittive perché non svolge più le funzioni di un tempo.

In situazioni come questa occorre dimostrare senso di responsabilità e pacatezza, come abbiamo fatto noi per la vicenda che ha riguardato il segretario provinciale del Pd Carmine Valentino. E, invece, siamo costretti ad assistere ad atteggiamenti scriteriati e poco garantisti da parte esponenti locali di Pd, Lega e Movimento 5 Stelle che, anziché badare alla trave nei propri occhi, fanno sciacallaggio politico.

A noi è capitato un caso, a loro tanti casi. Da ultimi quelli che riguardano il sindaco di Reggio Calabria, che proprio in questi giorni è stato raggiunto da una decisione del tribunale ed è stato sospeso dalle sue funzioni, o quelli che riguardano i segretari amministrativi di Lega e Pd, Giulio Centemero e Francesco Bonifazi, e l’ex presidente Cinquestelle dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito, rinviati a giudizio di aver ricevuto tangenti nell’ambito dell’inchiesta legata alla realizzazione del nuovo stadio della Roma.

Da parte nostra non c’è stata esultanza per queste vicende, a differenza di qualche sciacallo politico locale, il cui atteggiamento francamente ritengo che sia moralmente inaccettabile, deprecabile e soprattutto disprezzabile”.
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Hanno subito scritto in replica i consiglieri provinciali del PD Luca Paglia Giuseppe Antonio Ruggiero e Giuseppe Di Cerbo:
Egregio Sindaco di Benevento, lo scorso 02 marzo il Gruppo PD in Provincia di Benevento, in coerenza con la nostra doverosa, costante e documentata denuncia della gestione mastelliana della Rocca dei Rettori, inviava una nota stampa dal titolo: «Il malcostume mastelliano travolge anche la Provincia di Benevento: saltano i fondi per la messa in sicurezza dell’istituto Lucarelli mentre la Rocca si occupa di comporre le liste elettorali per le elezioni in città – cinque domande al Presidente Di Maria».

Al di là della grave negligenza sull’istituto Lucarelli, destinatario di cospicui finanziamenti per la messa in sicurezza della scuola purtroppo andati perduti, ci chiedevamo come potesse il Presidente della Provincia svilire a tal punto la più prestigiosa Istituzione Sannita facendone parte attiva della competizione elettorale della città di Benevento attraverso la formazione di una lista elettorale che, onde evitare equivoci, riportava nel proprio simbolo la Rocca dei Rettori a sostegno di Mastella sindaco!

Di seguito, riportiamo le 5 domande cui Di Maria non degnò alcuna risposta.

Vorrà Lei, egregio Sindaco, quale «indiscusso e pubblico mentore», «orgoglioso supporter» ma anche «beneficiario elettorale» della lista del Presidente della Provincia, «Insieme per Benevento», rispondere in sua vece, ora per allora.

  • Come può un cittadino, al contempo sindaco, di un piccolissimo comune ai confini del Molise, Santa Croce del Sannio, senza legami diretti e/o indiretti con Benevento, immaginare di organizzare una lista per le amministrative della città capoluogo con ben 32 candidati?
  • Da dove deriverebbe la forza organizzativa e relazionale necessaria per una simile impresa?
  • È lecito pensare che, laddove una simile lista fosse messa in campo, sarebbe il «potere di gestione della cosa pubblica», connesso alla funzione esercitata alla Rocca dei Rettori, il collante e lo strumento di una tale iniziativa?
  • Dovremmo dubitare che l’esercizio discrezionale del potere in Provincia e l’indirizzo di gestione che ne consegue siano interpretati funzionalmente allo scopo di formare una lista a Benevento?
  • Come si concilierebbe tutto ciò con l’art. 54 della Costituzione Repubblicana che impone ai «cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche il dovere di adempierle con disciplina ed onore»?

Trattasi di domande politicamente imperative per un’opposizione che assolva con dignità al proprio ruolo, rifuggendo ambiguità e collateralismi di sorta. Né può sottrarci al nostro dovere di controllo e denuncia la sua nota insofferenza per le minoranze poco prone.

Tantomeno vale richiamare, in modo specioso, l’ovvio e per noi rigoroso rispetto dell’azione della Magistratura o le parimenti «sacre» garanzie costituzionali in capo ad ogni imputato o indagato della Repubblica.

Non provi, pertanto, a «buttarla in caciara». Dai fatti e dagli atti riportati dalla stampa e dai media emerge un quadro raccapricciante che lei, da ex ministro della Giustizia, dovrebbe solo stigmatizzare, pur avendo goduto, solo qualche settimana fa, del sostegno della lista del Presidente della Provincia destinataria di 1.706 voti con due consiglieri comunali eletti tra cui l’attuale Presidente del Consiglio.
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Ha scritto Pasquale Maglione:
Fa specie che un ex ministro della giustizia, nonché sindaco del capoluogo cui sono legate a doppio filo le sorti dell'attuale assetto provinciale, a margine di eventi che potrebbero gettare ombre sulle Istituzioni, come quelli degli arresti del presidente della Provincia e di un sindaco di un comune del Sannio, pronunci parole che non solo non significano nulla dal punto di vista politico, ma mancano - come sempre - di ogni garbo istituzionale verso chi, come il sottoscritto, da rappresentante delle Istituzioni, lancia un appello politico affinché ai cittadini arrivi subito un segnale di discontinuità.

Stupisce ancor di più che il massimo della difesa di un ex guardasigilli, a cui molto probabilmente è stato toccato un nervo scoperto, è la conta del numero degli indagati.

La questione politica resta e richiede risposte già in vista delle prossime elezioni provinciali. E’ evidente che non mi aspetto una reazione da parte di chi come Mastella, piuttosto che farsi promotore di una seria riflessione politica della vicenda, che prescinde naturalmente dal responso dell’attività della magistratura, reagisce in maniera scomposta additando gli avversari la cui sola colpa è di aver espresso la propria preoccupazione e auspicato una riflessione politica ampia e condivisa sulla vicenda.

Infine c'è un passaggio, a mio avviso, che meriterebbe un approfondimento. Quando il Sindaco di Benevento dice che la struttura tecnica è legata al Pd che intende sostenere? I funzionari tecnici vengono assunti con un regolare concorso e le sue parole potrebbero lasciare intendere delle ingerenze. Se è a conoscenza di tali condizionamenti allora è più opportuno che si rivolga alle autorità competenti invece di insinuare spiacevoli e inappropriati dubbi.
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Ha scritto la Segretria provinciale di Noi Campani:
“Bisogna essere garantisti sempre e con chiunque e non a corrente alternata o a seconda se in vicende giudiziarie è coinvolto un compagno o un avversario. Il Pd sannita ancora una volta evidenzia un doppiopesismo amorale fuori dal Comune. Il sindaco Mastella ha detto la sacrosanta verità, ma come si fa a guardare la pagliuzza nell’occhio altrui e non la trave nel proprio.

Il Pd ha decine e decine di propri esponenti coinvolti in vicende giudiziarie, ben più gravi di quelle che hanno colpito in fase cautelare il presidente Di Maria, e addirittura quello sannita si erge a titolare della patente di moralità. Suvvia!

Il segretario provinciale uscente arrestato, nella stessa vicenda Di Maria c’è un autorevole dirigente del Pd indagato, altri che sono stati del Pd coinvolti, il parlamentare locale del Pd Del Basso de Caro rinviato a giudizio per la strada interporto Maddaloni-Marcianise…e potremmo anche continuare. Chi la butta in caciara è proprio il Pd che vorrebbe utilizzare la vicenda Di Maria per attaccare Noi Campani ma come ha detto il nostro leader Mastella questo atteggiamento è moralmente inaccettabile, deprecabile e soprattutto disprezzabile”.