La triste stagione del Benevento calcio, la squadra del vorrei ma non posso

- Sport IlVaglio.it
Fabio Caserta allenatore del Benevento Calcio
Fabio Caserta allenatore del Benevento Calcio

C'è un valido motivo per farsi piacere - scanalando su Sky in modo compulsivo - anche la sfida di regular season (cioè quella parte di stagione agonistica che conta su una sinfonia di alti e bassi 'scientifici') fra L.A. Clippers e Dallas Mavericks senza i migliori giocatori sul parquet (Leonard e soprattutto Doncic) piuttosto che l'amatodiato Benevento calcio impegnato (???) a Pisa?

C'è: si riesce a godere comunque di uno spettacolo sportivo di livello, a sprazzi ma di buon livello. Guardi invece la squadra giallorossa e sprofondi nella depressione più nera, che certo aiuta proprio, dato il periodo e il pericolo Covid ancora incombente. Neppure l'ironia (ironia, si badi) nervosa via vazapp - vada a Caserta a prendere a Salerno l'autostrada per Reggio Calabria - con un con-divisore di pena televisiva aiuta a stemperare.

Si prende atto, all'indomani della terza battuta d'arresto consecutiva ma soprattutto della prova comunque insapore a dispetto di sprazzi d'ottimismo instillati ma improduttivi, che per ora dinanzi agli occhi dei tifosi beneventani (coraggiosamente presenti pure sugli spalti toscani, distrattamente presenti dinanzi a uno schermo) si para una squadra della metà destra della classifica, con merito.

E tale posizione 'mediana' coincide stavolta alla perfezione con la mediocrità del tutto finora mostrato, di quel groviglio che è l'insieme di atleti, tecnici, dirigenti.

Per adesso, quindi, è chiaro almeno un obiettivo stagionale: provare a diventare una formazione che regga il campo in modo dignitoso giocando un buon calcio senza restituire l'impressione del 'vorrei ma non posso', al di là del bene in punti o del male delle sconfitte. G.F.