I giudici di Napoli restituiscono i soldi a Don De Blasio. Sotto esame i computer in disuso da 5 anni

- Cronaca IlVaglio.it

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto dal 3 novembre Don Nicola De Blasio, sacerdote beneventano, a seguito degli eventi dimissionario dalle cariche di parroco della Chiesa di San Modesto di direttore della Caritas diocesana, in queste ore sta vivendo sviluppi importanti. Il prete da allora è agli arresti domiciliari a seguito di una decisione del Giudice per le indagini preliminari di Benevento, scaturita da un’inchiesta della Procura di Torino che indaga sulla diffusione di materiale pedopornografico. In essa sono state arrestate successivamente altre due persone e altre 26 sono indagate in varie parte d’Italia.

Nel corso della perquisizione domiciliare del 3 novembre, a casa del sacerdote furono trovati un vecchio computer nel quale c’era appunto il materiale oggetto di indagine e anche 170mila euro in contanti. L’ex parroco, tramite i suoi legali, ha fatto sapere che di quel materiale era venuto in possesso 5 anni prima, per un’indagine personale che aveva avviato sul fenomeno della pedopornografia nella chiesa, indagine poi sospesa perché resosi conto, successivamente, della sua illegalità.

Per Don De Blasio non solo quel materiale da lui non sarebbe stato poi diffuso, ma nemmeno più visto appunto dal 2016. Circa l’ingente somma di denaro in suo possesso, la sua versione è che si trattava di soldi propri, ricevuti in eredità dai genitori, e in altra parte di soldi dei fedeli che dovevano essere utilizzati per dei lavori nell’edificio di culto del Rione Libertà.

La Gip di Benevento, Palmieri, non ha ritenuto sufficienti le motivazioni addotte e ha lasciato il sacerdote ai domiciliari e la somma sequestrata.

Ieri però – a Napoli - il quadro è cominciato a cambiare. La somma di denaro è stata dissequestrata e posta nuovamente a disposizione dell’indagato, segno che quanto riferito da lui e anche dai suoi avvocati Cornacchione e Cefalo, stavolta è apparso convincente per i giudici del tribunale del Riesame.

Sempre a Napoli, inoltre, nel Compartimento della Polizia Postale oggi è stato fissato l’esame dei computer dell’indagato, alla presenza dei suoi legali che si sono avvalsi di un consulente tecnico e della pubblica accusa. Esame che stabilirà la autenticità della versione dei fatti di Don De Blasio sulla mai avvenuta diffusione di quel materiale e anche sulla mancata successiva visione dello stesso dal 2016.