Di Moretti, De Stasio, Perifano e del PD: l’opposizione vera a Benevento, i questuanti e i disertori

- Opinioni di Carlo Panella

Nella prima seduta del Consiglio Comunale si è visto un atteggiamento non più prono della minoranza verso Mastella, ma pugnace: è stata l’alba d’una rinnovata e seria politica d’opposizione a Palazzo Mosti? Lo spero.
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L’oppositore non elemosina
L’obbligo primo per ogni minoranza è: evitare la “intelligenza con l’avversario”. Il consigliere di opposizione se chiede un favore, per sé o altri, a uno della maggioranza, diventa ricattabile e tradisce l’elettorato. E aiuta l’avversario indicando la strada da seguire a chi ancora non l’avesse fatto: vanno rivendicati alla luce del sole i diritti, non chiesti riservatamente i piaceri a chi comanda! Scrivo del Comune dal 1978 e qui parlo di un’antica costumanza. In contraccambio, si parte dall’opporsi poco, per poi non vedere, tacere, e si può arrivare al passaggio, senza ritegno, nel campo avverso.
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Perifano, che può, legga e scriva
Perifano ha perso soprattutto per l’orientamento delle contrade e parte del Rione Libertà. Ha pagato l’assoluta inefficacia della minoranza eletta nel 2016. Certo, la sua campagna elettorale poteva essere organizzata meglio e il centrosinistra tuttora non ha dato inizio a una comunicazione efficace: le conferenze stampa non bastano.
Perifano però, rappresenta un’opportunità: professionalità ed esperienza politica gli consentono di contrastare al meglio Mastella. Come si dice alla buona, “Perifano sa leggere e scrivere”, dunque, legga e scriva! Può essere decisivo nella forma e nella sostanza per un’opposizione che (l’ho già scritto) o è intransigente o non è. Così operando potrà essere guida per tutta la sua coalizione (in Consiglio sono in 9): spulcino le carte, reclamino con forza per i ritardi e le promesse non mantenute dai mastelliani, a Palazzo Mosti e fuori di esso.
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Il PD si rivoluzioni: per virtù o necessità
E’ stato già scritto in merito su IIVaglio.it (leggi). Solo una spigolatura: leggendo i nomi dei consiglieri mastelliani, emerge il gran numero dei provenienti dal PD o dalle sue giunte: un assessore e ben 6 consiglieri su 20 consiglieri del ceppalonese. Vanno aggiunti i due che si contesero le primarie PD 2016 per la candidatura a sindaco e anche quello che allora non vi fu ammesso, nel 2020 diventato consigliere regionale di Mastella. Ve ne sono altri, oltre questi indicati che, nel PD o grazie a esso, avevano svolto ruoli di primo piano. Sono la prova provata che, come minimo da 10 anni, sbaglia chi seleziona nel partito candidati e dirigenti. E’ ora di passare questo compito ad altri. Sì, occorre cambiar registro puntando a far politica sul territorio, ma serve subito un radicale rinnovamento dei massimi dirigenti. Non solo anagrafico (a Roma per ripartire hanno recuperato Letta), ma la discontinuità è un obbligo. Anche perché, volando basso, chi ha deciso finora non solo non ha più vinto ma nemmeno si è garantito la fedeltà dei vari eletti e nominati...
Per fortuna in Consiglio ora ci sono più minoranze e il cambio di azione politica a Palazzo Mosti (rispetto al disastro degli ultimi 5 anni), se nel PD non sarà fatto per virtù dovrà avvenire per necessità…
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Moretti: meglio in compagnia che soli…
Civico22 rappresenta la novità in Consiglio. Due gli eletti, risultato non negativo per chi comincia: 5 anni fa ebbe all’esordio gli stessi seggi il M5S, con visibilità nazionale e da anni sulla scena. Non si saprà mai se l’accordo con il centrosinistra, fatto all’inizio e non al ballottaggio, avrebbe sconfitto Mastella. Ci sarà comunque modo per conoscersi meglio nella comune azione di opposizione: legittima e pure auspicabile sarà la concorrenza per svolgerla al meglio. Moretti in particolare, però, dovrà stare attento a non assecondare nuovamente le spinte isolazioniste, all’insegna de “gli altri sono tutti ugualmente negativi e noi i puri”. Gli elettori hanno indicato che l’avversario è Mastella. Se quelli del centrosinistra dovessero mostrarsi nuovamente mosci o peggio politicamente caudatari verso i mastelliani (dati gli ultimi 5 anni, la preoccupazione è legittima…), i civici reagiscano occupando lo spazio, con un’opposizione ancora più serrata. Il centrosinistra, a quel punto, dovrà necessariamente svegliarsi. Ma per ora è solo un’ipotesi negativa.
Civico22, come e più di tutte le minoranze, dovrà soprattutto continuare ad agire sul territorio, non solo coi due eletti, ma con le tante persone che è riuscito a coinvolgere.
La demastellizzazione è la priorità, ma è operazione non facile: va fatta quartiere per quartiere e contrada per contrada.
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De Stasio tra le destre, beneventane e no
De Stasio ha deciso di collocarsi nel gruppo leghista e non in Fratelli d’Italia, nonostante provenga dal Msi e da AN, forse per valutazioni interne alla coalizione e ai candidati consiglieri più votati. Conta che la destra è di nuovo a Palazzo Mosti. E’ stata una candidatura nata male, anche per come Mastella ha attirato e poi aspirato del tutto Forza Italia (Martusciello, ancora propostosi suonatore, è finito suonato). Operazione analoga, e determinante per la sua rielezione, il sindaco ha fatto nel PD, che però almeno è riuscito a rimanere il primo partito in città: il centrosinistra ha perso per pochi voti, FDI e Lega sono state soverchiate.
Scopriremo se De Stasio saprà fare da attrattore e collante per la destra capace di non farsi impantanare dalle improbabili ed evanescenti dirigenze provinciali e regionali. Intanto è stata eletta in Consiglio e, va già detto, l’esordio è stato dei migliori: Mastella stavolta forse avrà ben tre – vere – opposizioni.
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I disertori non sono mai oppositori
L’ampia disamina del variegato fronte antimastelliano termina qui. Il Movimento 5 Stelle si è sottratto al giudizio delle urne e non ha combattuto contro il sindaco. A non voler pensare il peggio delle motivazioni di tale diserzione, è proprio impossibile considerare il M5S come forza di opposizione al ceppalonese.

Sui quotidiani di un tempo, l’arrabattato appello del voto pro Perifano al ballottaggio, fatto in extremis dei massimi esponenti locali del M5S (che ovviamente non ha inciso sull’elettorato) sarebbe apparso, più che in quella della politica, nella pagina del costume…