Altri due arresti, oltre quello di don De Blasio, nell'ambito di una più vasta operazione anti-pedopornografia

- Cronaca IlVaglio.it
La sede del Palazzo di Giustizia di Torino
La sede del Palazzo di Giustizia di Torino

Altri due arresti, oltre quello di don Nicola De Blasio dello scorso 3 novembre, nell'ambito di una più vasta operazione anti-pedopornografia Alle 10.39 di oggi l'Ansa ha pubblicato la seguente notizia: "Migliaia di file dai contenuti definiti 'raccapriccianti' dagli inquirenti, che in alcuni casi ritraevano vere e proprie violenze sessuali su bambini in tenera età, sono stati sequestrati dalla polizia postale nell'ambito dell'operazione 'meet up' diretta dalla procura di Torino che ha portato all'arresto, tra gli altri, del direttore della Caritas diocesana di Benevento, Don Nicola De Blasio. Con il prete sono stati arrestati anche un tecnico informatico di 37 anni residente in Piemonte e un ragazzo di 18 anni pugliese.

Il giovane, all'epoca dei fatti minorenne, è finito in carcere con l'accusa di detenzione e diffusione di ingente quantità di materiale pedopornografico. E' il creatore del canale su una nota piattaforma di messaggistica.

L'indagine ha individuato un ambiente chiuso, pubblicizzato dal proprio promotore, in cui veniva divulgato materiale pedopornografico previo pagamento di una somma di denaro che abilitava all'iscrizione al canale canale. Il minorenne pugliese è risultato, dagli accertamenti svolti in collaborazione con i colleghi della Polizia postale di Bari, essere il gestore di questo canale attraverso il quale, su richiesta degli utenti, si procurava dal dark web materiale pedopornografico per poi rivenderlo, facendosi pagare l'iscrizione al canale e anche il singolo materiale. Nell'operazione sono 26 le persone indagate nei confronti delle quali sono stati eseguiti altrettanti decreti di perquisizione".

L'arresto di don De Blasio ha suscitato molto clamore a Benevento. Era parroco della Chiesa di San Modesto da 28 anni, nel popoloso Rione Libertà, oltre che direttore dalla Caritas provinciale: da entrambe le cariche si è poi dimesso.

Il sacerdote, nell'interrogatorio di garanzia a Benevento, si è detto innocente, affermando di essere addivenuto nel 2016 al possesso del materiale trovato in un computer nella sua abiazione, nel corso di una perquisizione, perché aveva avuto allora intenzione di svolgere una propria indagine sulla diffusione della pedopornografia nella Chiesa, e di avervi poi rinuncicato, avendo scoperto di non poter essere autorizzato a farlo. Ha aggiunto che da allora non aveva più visto quel materiale e di non averlo mai ulteriormente diffuso.

Nel corso della medesima perquisizione sono stati trovati anche 170.000 euro in contanti: per don De Blasio si trattava di soldi ricevuti in eredità dai suoi genitori e, in gran parte, di fondi per la ristruttrazione dell'edificio della chiesa parrocchiale ricevuti dai fedeli.

I magistrati che lo hanno ascoltato non hanno ritenuto bastevoli le giustificazioni da aui addotti e hanno confermato la misura cautelate degli arresti domiciliari. I legali dell'ex parroco hanno fatto così ricorso al Tribunale del riesame di Napoli per ottenerne la messa in libertà.