Dopo la dura sconfitta contro il Frosinone, le domande che fa sorgere la stagione del Benevento

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Attenzione, la gara casalinga del Benevento calcio che ha preceduto la sosta, meritata per i tifosi perché potessero lenire l'ulcera, si è rivelata una sorta d'illusione ottica: a prima vista, infatti, è durata i canonici novanta minuti - e recuperi vari, ma in realtà si è chiusa dopo due giri di lancetta. Tanti quanti sono bastati al tic-toc-tac in rapido palleggio fra i birilli casalinghi con la conseguenza di liberare l'attaccante francese del Frosinone Charpentier perché indisturbato fra le linee difensive insaccasse alle spalle di Manfredini.

La Var ha annullato, troppo evidente il fuorigioco di chi ha rimesso la palla al centro dell'area, ma ha fatto male. Poteva chiudere tutte e due gli occhi elettronici, e pure quelli del guardalinee: ci si sarebbe messi l'anima in pace da subito. Ed invece, mutuando alla fine ed allo stremo, e per una volta, l'abitudine un po' altezzosa un po' scaramantica del presidente Boniperti, il cambio del canale sulla tv è giunto a solo al termine del primo tempo (meglio un verboso Woody Allen). Senza remora o pentimento alcuno.

Raccontano le cronache che nel temporale di giornata siano annegate le velleità della squadra sannita, punita severamente e senza giustificazione alcuna: non lo schieramento in campo, non la sciocchezza di Glik che con qualche giorno di ritardo ha commesso un fallo (rivelatosi in questo caso gratuito) che avrebbe dovuto magari commettere contro il Brescia senza l'assurdo impeto mostrato contro il Frosinone e con valenza tattica diversa, allora; non lo smarrimento successivo all'espulsione (meritata) del difensore – per non dire vera e propria confusione tattica e mentale.
Il botto ciociaro e la botta subita dai giallorossi giungono in un momento nel quale è lecito porsi le domande anche più scomode Ma se proprio non si vuol toccare tasti sensibili (non è accaduto con l'Inzaghi in caduta libera un anno fa...), allora è almeno lecito far emergere qualche dubbio: quando (e quanto) il Benevento ha davvero mostrato d'esser superiore a un avversario?
Chi è davvero in grado di dire quale fisionomia abbia la squadra? La miscela fra il vecchio ed il nuovo nella rosa-atleti quando ha prodotto una vera assimilazione?
E così via.

C'è chi ha fatto rilevare, in sede di bilancio della prevendita della gara contro la compagine di mister Grosso, i pochi tagliandi staccati per apprezzare 'dal vivo' le prodezze degli uomini di mister Caserta, rimproverando l'accidia di larga parte dei supporter. Beh, una differenza nel giudizio è presto detta: dal divano di casa è più facile e comodo premere un bottone sul telecomando.
Talvolta, uno spettacolo può non attrarre per gli esiti infausti, ma rimane sempre uno spettacolo; tal altra si rivela una patacca, e si cambia giustamente canale. G.F.