Benevento – Un autobus chiamato PD… La nomina di Mastella che pare uno sberleffo per il partito perdente

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Punti di vista, certo. Non è possibile sapere cosa sia effettivamente passato per la sua testa, però la scelta del sindaco di Benevento Mario Clemente Mastella di nominare assessore e anche vicesindaco Francesco De Pierro suona un po' come uno sberleffo al Pd sannita e la ciliegina sulla torta della sconfitta elettorale. Poco importa, infatti, il valore del primato 'dem' in voti tra i partiti in lizza - invero ben pochi, in una marea di civici, finti o assimilati.

Magari, però, osservando più a fondo, emerge sicuramente la disillusione della platea democratica (dunque Mastella centra l'obiettivo), e anche l'ambizione di De Pierro.
Di quest'ultimo si riesce a tracciare la parabola attraverso il mesto curiosare fra la cartellonistica elettorale che ancora incornicia le zone cittadine. Tra i brandelli strappati alla guerra degli attacchini e, come si suol dire, a imperitura memoria, si fissa nell'immaginario collettivo quello slogan che fa capolino dal manifesto dell'attuale vicesindaco: “Con le scelte si cambia il futuro”. Volendo alludere alle scelte di De Pierro, ricorda implicitamente che esse hanno in verità cambiato il passato, il suo passato di capogruppo d'opposizione, col Pd, a Mastella nella precedente consiliatura, e sono un ritorno al futuro della casa base mastelliana lasciata qualche anno fa.

Queste scelte, però, costituiscono al tempo stesso un atto d'accusa verso il Pd che, quasi come al solito, non è stato in grado di selezionare, nel tempo, una classe dirigente all'altezza. E' accaduto invece che abbiano avuto diritto d'asilo, in tale partito, persone che lo hanno usato come un autobus, atteso alla fermata del potere, dal quale scendere opportunamente quando la fermata è stata soppressa e il potere è devenuto un ricordo.
D'altra parte, al Pd non è riuscito neppure di proporre un proprio candidato sindaco, e pensare che ci sono stati almeno cinque anni d'intervallo fra la batosta di Del Vecchio nel 2016 e la designazione digerita di Perifano.

Pertanto, Mastella che fa il maramaldo servendosi come testa di ponte della lotta di potere all'interno del Pd e delle frustrazioni che i perdenti – in quella lotta - hanno deciso di trasformare all'esterno nei pugnali di Bruto e Cassio è la chiusura del cerchio, il tramonto di una stagione per la parte colpita a morte (politica), con il ceppalonese che esulta ed irride ringraziando l'utilità di certi grimaldelli. G.F.