Comunali - L’exploit al primo turno tra gli eletti mastelliani in vista degli scenari futuri

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Carmen Coppola
Carmen Coppola

Ha funzionato così, nelle dieci liste in campo a sostegno della ricandidatura di Clemente Mastella, nel primo turno del voto: sostanziale omogeneità per quantità, con otto di esse addirittura sopra la soglia 'fisiologica' della eventuale esistenza in vita assembleare (3%) se vissuta in maniera autonoma e non in coalizione. Quello che, insomma, poteva apparire un azzardo, in sede di vigilia, si è rivelata davvero una forza, che ha premiato le menti dietro la strategia pur con una... pecca, quel granello di polvere fra gli ingranaggi oliati di una macchina elettorale da guerra che risponde al nome di 'voto disgiunto', rivelatosi davvero l'unica arma 'democratica' per la sua imprevedibilità rispetto al blocco granitico modellato sull'esercito dei candidati.

A esso si deve il ballottaggio, la possibilità che non scatti anche il premio di maggioranza (60% dei seggi in Consiglio) per la coalizione di Mastella, la possibilità che il sindaco possa non essere proprio Mastella.

Al successo delle liste di Mastella hanno contribuito davvero tutti, anche le due compagini sul fondo dei voti e delle preferenze sono state di gran lunga migliori delle peggiori degli altri schieramenti: una potenza di fuoco che ha confermato e anzi leggermente incrementato la percentuale di (eventuale) successo di partenza (312 candidati su 598 con Mastella già mettono assieme un 53,5% di voto intercettabile).
Naturalmente i collettori di preferenze ci sono stati eccome. Non può non spiccare il dato della quota mille valicata (unica) dall'assessora Carmen Coppola. Nuova, in politica, prima della sua nomina in Giunta Comunale, la Coppola, oltre al riconoscimento alla sua persona per il lavoro svolto, s'è giovata della ritrovata armonia politica fra il sindaco uscente e il marito Gianfranco Ucci (oggi segretario cittadino di Noi Campani, m per dieci anni vicesindaco della città con il centrodestra di Viespoli/D'Alessandro, nonché avversario dello stesso Mastella – come candidato a sindaco - alle Comunali del 2016) che le ha ovviamente trasferito un nutrito pacchetto di voti. Tra i 'preferiti' troviamo ovviamente volti noti, che non contribuiscono al tasso di ricambio della classe politica in consiglio comunale: Mario Pasquariello è colui che in graduatoria segue la Coppola, precedendo Renato Parente, Luigi Ambrosone, il rientrante (tra i mastelliani) Francesco De Pierro. Un po’ più distanti i fedelissimi più giovani (Molly Chiusolo) e meno giovani e rientranti (Luigi Scarinzi).

Fatta la tara alla sorpresa (appunto Coppola, almeno nella dimensione numerica), il pugno di nomi citato è una sorta di ‘cerchio magico’ che racchiude il sindaco uscente al suo centro. E’ sembrato pertanto di leggere, nella conta del primo turno, una sorta di gara di fedeltà al leader a suon di preferenze.

C’è stato, non previsto né voluto, l’inciampo del ballottaggio di domenica e lunedì prossimi ma, se le cose fossero andate come negli auspici (doppia vittoria al primo turno) senza lo smacco della fiducia revocata al sindaco da parte di elettori delle liste comunque a lui collegate, tale prova di fedeltà – il cui basamento regge – si sarebbe configurata, e non è detto non lo sia in entrambi i casi possibili (elezione di Mastella o sua sconfitta), come la prima tappa di una corsa lunga cinque anni alla successione del ceppalonese. Che comunque non si potrebbe riproporre all’elettorato ma che avrà voce in capitolo, anzi nel suo campo l’unica voce in capitolo, nel designare colei o colui che ne dovrà raccogliere l’eredità. Nell’urna del primo turno, dunque, diversi esponenti (dai finti timidi e defilati agli eccessivamente partecipi) hanno giocato una partita doppia, per ora avviatasi con un solo botto eclatante il cui fragore qualche timpano può aver lesionato… G.F.