Mastella chieda il riconteggio delle schede e denunci i brogli in Procura. E questa in ogni caso intervenga

- Opinioni di Carlo Panella

A Benevento, la seconda parte della campagna elettorale si sta rivelando peggiore della prima. In questa città sempre più povera e spopolata, non si è discusso in contraddittorio tra le parti di come risolvere i problemi e migliorarsi, ma si è fatta solo propaganda spesso in modo pessimo. Accuse senza esclusioni di colpi, a voce o scritte in comunicati ormai simili ai post sui social network; baruffe e risse verbali di cui nemmeno va dato conto.

Non possiamo tacere, invece, delle gravi accuse di brogli lanciate dal candidato Mastella che da giorni ripete che a Benevento il voto del primo turno è stato falsato, ma non dice da chi. Non fornisce le prove alla città, né ha detto di averle portate in Procura! E’ lì infatti che innanzitutto le notizie di reato vanno circostanziate.

Mastella, a qualche ora di distanza dall’aver chiamato in causa il Tribunale di Benevento (clicca per leggere), sposta di nuovo la vicenda politica sul piano giudiziario e ha esplicitamente parlato di scippo! Fattispecie del diritto penale, da lui usata in senso figurato, ma che comunque ricorre quando si sottrae una cosa altrui o ce se ne impossessa: per l’uomo di Ceppaloni, il maltolto sarebbe la sua vittoria al primo turno.

Evoca gravi illeciti, anche realizzati con il trucco della scheda ballerina in giro per i seggi, come accaduto nelle città di camorra. Lancia contemporaneamente anche accuse che, più che altro, fanno sorridere: un imprecisato nucleo familiare sarebbe andato a votare in cinque per uno di loro, candidato mastelliano, poi dallo spoglio sarebbe emerso un solo voto a favore. Nulla di strano, invero, a meno che Mastella non voglia far credere che, solo nel segreto dell’urna, i parenti non possano diventare serpenti…

Ma queste amenità a parte, ciò che Mastella gravemente diffonde è che - senza “lo scippo” - lui avrebbe già vinto. Eppure, mentre la spara così grossa, il candidato non ha ancora chiesto formalmente nemmeno il riconteggio delle schede! Il minimo in questi casi, quando si denuncia la commissione di brogli!

Perché dice e non fa? Non vogliamo nemmeno supporre che stia attendendo l’esito del ballottaggio: il ripristino della legge che si dice violata per un sindaco, ancora per qualche giorno in carica, non può mai essere una variabile. Lo chieda subito il riconteggio, dunque: se avrà ragione, sarà ripristinata la legge, se avrà torto sarà dimostrato che ha solo avvelenato la competizione elettorale, procurando allarme con accuse infondate.

Comunque, l’ombra nera del libero voto violato è stata fatta cadere su questa comunità. E dunque non avendo detto Mastella di essere andato in Procura a denunciare - e sì che avrebbe dovuto dirlo alla cittadinanza! - dobbiamo supporre che non l’abbia fatto.

Sia dunque la Procura della Repubblica a chiamare Mastella e a farsi dire con precisione quello che genericamente dice nei comizi elettorali.

I cittadini di Benevento, gli elettori, vanno tutelati, le gridate ipotesi di reato vanno subito verificate da chi di dovere. Guai a far spegnere nel nulla le pubbliche accuse della commissione di reati, sarebbe una sorta di certificazione che, in questa città, non vengono presi in considerazione i reati denunciati e commessi ovvero chi in modo irresponsabile li denuncia senza che siano avvenuti.