Pochi giorni al ballottaggio: lo scontro elettorale, per il livello assunto a Benevento, resti confinato sui social

- Opinioni IlVaglio.it

Qualche altro giorno ancora - siamo quasi a contarli sulle dita di una mano - e le elezioni comunali a Benevento avranno il loro esito definitivo attraverso il turno supplementare, il ballottaggio fra Clemente Mastella, sindaco uscente, e Luigi Diego Perifano. Non se ne vede l’ora. Andare all’urna, domenica e lunedì prossimi, vorrà dire: silenzio elettorale a partire dalla giornata di sabato 16 ottobre, nei giorni del voto (ci si augura…) e, soprattutto, silenziatore imposto alla logorrea mediatica che sta imponendosi a suon di comunicati stampa, note di variopinto genere, parole in libertà che imprigionano buon senso, prudenza, continenza, sostanza politica.

A beneficio di una rissa continua, di una costante caccia all’uomo da additare a un ludibrio più o meno pubblico, di accuse risibili e ripicche inescusabili, di vaneggiamenti palesi o torbide allusioni.

Vanno così le cose, oggi: dunque, converrà giocare con un buon anticipo. La politica beneventana sta infatti offrendo il peggio di sé, e riesce nell’impresa di non comunicare nulla all’esterno, di lanciare e rilanciare messaggi obliqui, di godere dell’autoreferenzialità offerta dal recinto nel quale ha deciso di chiudersi andando al di sopra delle righe: l’importante è primeggiare nella villania, mostrarsi fedeli alla linea (del) e al capo, provocare gli avversari, incassare le repliche e ribadire, soprattutto leggersi solo gli uni con gli altri.

E’ una condotta di difficile tollerabilità anche per i lettori più smaliziati, quelli amanti del trash, gli imperturbabili.
E’ un confine valicato, un tracimare del malcostume: e che diamine, costoro hanno a disposizione lo sfogatoio più moderno e classico al tempo stesso, la variabile ‘social’ del comunicare salivando di rabbia.

Bene: in tutta franchezza, è lì che s'è pensato di confinarli (che hanno deciso di confinarsi, invero): per salvaguardare l'intelligenza del lettore, per non prestare il fianco allo scadimento del dibattito, per non farsi involontari megafoni di malcostume, per non partecipare a un mero ping-pong correndo il rischio di beccarsi la pallina in faccia.

Fino al momento della scelta dei cittadini questo tipo di comunicazione non la leggeremo qui, su Il Vaglio.it; almeno non leggeremo denigrazioni e insulti incrociati, il prevalere dell'urlo sulla ragione.
Sarà lasciata qualcosa per strada? Pazienza, certe urgenze a dire non sono colme di cose da dire.