Il Benevento è un’incognita. E dai vertici venga solo il buon esempio

- Opinioni IlVaglio.it

La Nazionale dà una mano al Benevento, reclamando su di sé attenzioni e dunque imponendo uno stop ai tornei nazionali. La pausa potrebbe giovare, magari perché senza l'assillo della gara sarà più lieve – ma non per questo meno importante - il lavoro sulla fisionomia della squadra, sulla identità tecnica, sulla capacità tattica di rispondere alle sollecitazioni del campionato di serie B nel segno di quella continuità finora assente.

Alti, bassi, medi, così così... le tonalità giallorosse sul prato verde hanno risentito di questo difetto di personalità, i risultati altalenanti sono lì a dimostrarlo: prestazioni di buon livello sono state seguite da prove scialbe e incolori che per il momento assegnano più che altro alla squadra di mister Caserta non il ruolo di 'corazzata' (con i cronisti tv che si sperticano nel rimarcarlo) bensì di 'incognita' - e del tutto meritato.

Diventa difficile infatti, pur nel rispetto del cantiere ancora aperto, vedere oggi nel Benevento la formazione che, per l'indubbia qualità di tanti atleti, abbia tradotto la somma delle individualità nel più ampio concetto di gruppo.

Favorendo, grazie al lavoro non immediatamente finalizzato all'avversario di turno, ancor più una conoscenza reciproca delle varie componenti anche a campionato in corso per valutare l'adattabilità degli uomini al modulo o del modulo agli uomini.

Dunque, la pausa è un bene e soprattutto serva a stemperare anche i nervosismi che, icasticamente, si sintetizzano nell'ultima pronuncia del Giudice sportivo della Lega BKT: la squalifica per tre giornate effettive di gara, nonché un'ammenda di € 5.000,00 ed ammonizione (prima sanzione) al ds Pasquale Foggia “per avere, al termine della gara, sul terreno di gioco, con atteggiamento provocatorio rivolto all'Arbitro espressioni irriguardose; all'atto del provvedimento di espulsione, mentre il Direttore di gara si allontanava in direzione degli spogliatoi, tentava di inseguirlo e trattenuto da un dirigente reiterava tale comportamento urlandogli epiteti insultanti”. E' appena il caso di dire che gli esempi – la spinta alla tranquillità e il rigetto delle recriminazioni - devono venire dall'alto.