Perifano e Moretti uniti nella battaglia per battere il mastellismo e far rinascere Benevento

- Opinioni di Carlo Panella

Dopo gli articoli precisi e puntuali di questo giornale, pubblicati ieri sull’esito del voto in città, dico anche la mia. Comincio dal dato dell’affluenza alle urne, diminuita a Benevento e non di poco rispetto al 2016. Varie sono state le interpretazioni. Io ne do una ponendo una domanda: si ha idea di quante migliaia di persone, anno dopo anno, sono dovute emigrare da questa città per cercare lavoro altrove?
Se di queste cifre si ha consapevolezza, allora si potrà tranquillamente dire che c’era da aspettarsi la diminuzione percentuale, dato che, pur emigrando, molto spesso si rimane residenti in loco per qualche anno.
Ebbene, avrebbero potuto permetterselo i nostri nuovi emigranti questo occasionale rientro, ammesso che l’avessero voluto, perché attratti dalla qualità dello scontro politico in questa terra matrigna per loro? Domanda retorica.
*
Mastella l’ha preparata con astuzia la gara e l’ha così iniziata con dalla sua parte già il 53% del totale dei candidati consiglieri. La resa in voti c’è poi stata ed è andata oltre il dato di partenza giungendo al 55%. Certo, anche per demerito degli avversari che hanno presentato liste di minore appeal per l’elettorato: infatti, delle 7 liste che non hanno raggiunto il 3% dei consensi, solo 2 (su 10) sono state quelle di Mastella e ben 5 (su 10), quelle a sostegno dei tre candidati sindaci avversari.
Dunque è stato proprio il candidato sindaco Mastella, pur così ben sostenuto, a fallire il calcio di rigore: ha preso un palo… Si è fermato al 49 e rotti per cento, esito davvero urticante per lui, per gli scaramantici calciofili interpretabile quasi come un segno del destino: gol sbagliato, gol subìto…
*
Al ballottaggio non si parte dal 49,3% per Mastella contro il 32,34% di Perifano, ma si riparte dallo zero a zero. Si tratta di una nuova elezione, non del secondo tempo della stessa gara. Lo ricordano bene i beneventani meno giovani il ballottaggio del 1993, quando le liste di Del Mese (c’era Mastella con lui) sbancarono al primo turno fino al 63% (cioè, ben oltre il 55% attuale), ma poi il loro candidato sindaco perse nettamente al ballottaggio contro lo sfidante Viespoli che vi era arrivato da secondo.
*
Stavolta per Mastella non ci sarà il traino degli oltre 300 candidati consiglieri e se la dovrà vedere da solo contro l’avversario.
Rinnoviamo l’invito all’uscente sindaco a non sottrarsi, timorosamente, al pubblico contraddittorio con l’avversario, come al primo turno. Deve dar conto di quel che ha fatto o non fatto negli oltre 5 anni alla guida della città, deve rispondere alle critiche che gli arriveranno e deve farne a sua volta. Parafrasando lo slogan della sua campagan elettorale, Mastella deve consentire - a chi vede i due candidati sindaci “in duello” - di scegliere in base a ciò che ognuno è e non a ciò che ognuno ha, a sostegno.
E’ ben possibile che Perifano martellerà nei prossimi giorni su questo punto, sullo scappare di Mastella dal confronto. Il ballottaggio è un’elezione diversa. Anche perché Mastella dice di sé di essere un politico esperto e navigato e poi che fa mostra di fuggire da un semplice confronto elettorale pubblico e/o in tv?
*
Per quanto riguarda Perifano, essendoci solo altri 11 giorni scarsi di campagna elettorale da fare, è già tardi che non abbia raggiunto e annunciato un accordo con Moretti, ad esempio con un ticket sindaco-vicesindaco. I due hanno pescato nella stessa area, le loro liste del resto avevano redatto un unico programma comune, prima della rottura. Il primo turno che si è disputato può dunque essere reinterpretato come una sorta di quelle primarie che troppo tardi (e improvvisamente) sono state chieste.
L’obiettivo comune da entrambi dichiarato comunque era (e si suppone sia ancora) di liberare Benevento da Mastella dopo 45 anni di ininterrotta presenza al potere, a vario titolo. Non si tratta di sconfiggere una persona, ma un politico che fa la stessa politica, da posizione di potere, da 45 anni, che – come può ben vedersi – ha fatto arretrare e impoverire Benevento sempre più.
Sarebbe imperdonabile, almeno ora, non marciare uniti, anche perché, se è vero che si riparte dallo zero a zero, è pur vero che al propagandistico ma insidioso “siamo già al 49%”, si potrà opporre, “e noi ora vicinissimi al 45%”.
*
Questo voto per il primo turno ha detto tanto altro. Lo approfondiremo nei giorni a venire. Velocissimamente, citiamo solo un dato: le percentuali più alte raggiunte dal sindaco uscente, dopo 5 anni al potere, sono state registrate nelle contrade e in alcuni dei quartieri meno agiati di Benevento, cioè quelli che, per le problematiche che vivono, in teoria, sono le zone che per lui avrebbero dovuto essere le più ostili.

Segno che (ancora!) le promesse (e le vicinanze con le tante candidature schierate) hanno avuto la meglio sulla crudezza fatti (nemmeno gli insulti su Benevento-paesone hanno fatto pagare dazio), ma segno anche che i competitori non si sono mostrati più credibili del ceppalonese, innanzitutto perché si sono divisi.

Bisognerà innanzitutto ripartire da quelle aree; il tempo a disposizione è poco, è vero, ma è vero anche che il traino dei candidati consiglieri (tanti delusi…) per Mastella potrà non essere lo stesso, e che la credibilità dei competitori - finalmente presentatesi uniti - potrà essere molto più aggregante.