Benevento - Per fatti risalenti anche a 4 anni fa, arrestato alla vigilia del voto per le Comunali il segretario provinciale del PD

- Cronaca di Carlo Panella

A 9 giorni dal voto amministrativo, nel pieno di una campagna elettorale intensa e incerta, soprattutto a Benevento città, la magistratura decide di far cadere l’arresto dell'ex sindaco di Sant'Agata dei Goti, Carmine Valentino, attualmente consigliere comunale di opposizione nello stesso comune e soprattutto segretario provinciale del Partito Democratico. Il procuratore della Repubblica di Benevento ha spiegato le proprie ragioni in una nota che abbiamo pubblicato in altra parte del giornale (clicca per leggerle). Non si hanno per ora reazioni da parte della difesa o del Partito Democratico così duramente colpito, in attesa che i fatti ipotizzati siano o meno acclarati.

Leggendo le parole della pubblica accusa si scopre che i fatti in esame risalgono al periodo 2017-2018 e che Valentino avrebbe continuato nell’asserita, dai magistrati, azione illecita da consigliere comunale di maggioranza fino al 2020. E’ noto a tutti quel che poi è accaduto: un anno fa, nel 2020 appunto, si è tornati a votare a S. Agata dei Goti, Valentino si è ricandidato a sindaco e ha perso. Attualmente è solo consigliere comunale, di opposizione e, sempre stando a quanto ha scritto il procuratore, nulla relativo all’anno 2021 gli è stato più contestato.

Ricordiamo che perché la magistratura possa chiedere e ottenere l’arresto di un indagato occorre che possa esserci pericolo di fuga oppure di reiterazione del reato o d’inquinamento delle prove. Dalla nota della Procura si evince che il provvedimento è stato preso per il pericolo di reiterazione dei seguenti ipotizzati reati: tentativo di concussione, turbata libertà degli incanti e rivelazione e utilizzazione di segreto di ufficio.

Il procuratore riferisce questa circostanza anche agli 2019 e 2020 quando Valentino non era più sindaco ma consigliere comunale, di maggioranza. Come detto, da un anno l’arrestato è diventato consigliere comunale di opposizione.

Il procuratore della Repubblica scrive ancora che, a suo avviso, l’acquisizione di una serie di indizi e prove sono riferiti nell’immediatezza dei fatti (2017-2018), ribadendo che l’attività ipotizzata come illecita sia proseguita fino al 2020.

Nonostante ciò, per la richiesta ("20 novembre 2020" - riporta Ottopagine) e l’emissione dell’odierno – 25 settembre 2021 - grave provvedimento cautelare i magistrati hanno atteso a lungo. Fino a ritenere di non poter tenere in libertà l’ex sindaco, e tuttora segretario provinciale del PD, alla vigilia del voto amministrativo che si terrà tra 9 giorni. Questi sono i fatti nella loro nudezza e crudezza.

Lasciamo da parte le opinioni: non volendo fare i dietrologi, lasciamo ai lettori il considerare se, stando così i fatti, si sia potuto o meno attendere troppo prima di arrestare il politico o se, avendo deciso di attendere così tanto tempo, si potevano attendere o meno anche altri 9 giorni e quindi lo svolgimento del voto.

C’è poi l’aspetto politico - non penale – di quella vicenda amministrativa santagatese chiusasi nel 2020, ma su quello questo giornale – pressoché in solitudine – ha scritto parole chiarissime: è tutto online.

Ovviamente, ammesso e non concesso che le ipotesi accusatorie poi reggano al prosieguo del procedimento penale, la presunzione di innocenza è la stella polare in materia, fino a condanna definitiva. Così come gravissimi sono intanto i reati ipotizzati non solo per un pubblico amministratore, ma anche per il fatto che egli svolga una funzione politica così importante.

Però ora la questione è diventata anche giudiziaria e in che modo! Sogliono ripetere i togati, in Italia, che i tempi della magistratura non possono essere quelli della politica. Non essendoci elementi per affermare, nel caso specifico il contrario, si deve supporre che casuale sia stata la coincidenza temporale della disposizione dell’arresto del segretario provinciale del PD alla vigilia del voto amministrativo.

Con altrettanta chiarezza e obiettività, va contestualmente detto che l’arresto per gravi reati di un indagato da moltissimi mesi, che è anche segretario di un partito impegnato in una campagna elettorale a soli a 9 giorni dal voto, non può negarsi possa essere oggettivamente un elemento interveniente e interferente sulla campagna elettorale medesima: benché trattasi di ipotesi di reati relative a fatti di 4 anni fa a S. Agata, è solo oggi che esplodono e con tanto fragore anche a Benevento.

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Dopo la nostra pubblicazione, il partito ha inviato una nota con la quale ricorda d'aver convocato per le ore 12.30 una conferenza stampa presso la sede di corso Garibaldi 236. Sarà sostanzialmente l'atto di chiusura dell'esperienza politica di Valentino essendo sul tappeto il tema più prevedibile: l'annuncio delle dimissioni da segretario provinciale e la sospensione dal Pd dell'ex sindaco saticulano, e conseguenti adempimenti. All'appuntamento parteciperanno i membri della segreteria ed il presidente Giovanni Zarro. La conduzione del Pd sannita ora sarà affidata ad un commissario nominato dal segretario nazionale Enrico Letta: la scelte è ricaduta s Enrico Borghii, deputato, responsabile Politiche per la Sicurezza della segreteria nazionale Pd e membro del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir).