La violenza cresce di notte nel centro storico, si reagisce con lo scaricabarile delle responsabilità e la propaganda elettorale

- Cronaca IlVaglio.it
Foto di repertorio
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Per ultima, è arrivata la doglianza del settore imprenditoriale (leggi su IlVaglio.it: https://www.ilvaglio.it/article/14221/la-lettera-movida-in-centro-storico-basta-puntare-il-dito-contro-gli-imprenditori-lottiamo.html) attraverso la classica forma della 'lettera aperta' alle redazioni di una ristoratrice titolare d'un esercizio in centro storico, nel famoso o famigerato perimetro della movida di Benevento.

Intanto, va sottolineato come, non appena giunto, il nuovo questore Giobbi abbia velocemente vista accorciata la distanza con la conoscenza di una delle problematiche più 'spinte' della vita (notturna) locale attraverso un grave fatto di cronaca, non il primo: una rissa, che ha avuto come teatro Piazza Piano di Corte e come sottotesto l'ospedale San Pio (due feriti, ricovero in prognosi riservata per un ventisettenne).

Poi, c'è il clima da campagna elettorale che muove alle indignazioni politiche. E, certo, c'è da sorprendersi in particolare del sindaco in carica, che scopre il tema della 'sicurezza' e ricorda come suoni “davvero strano che possano verificarsi simili fatti... Benevento deve restare una città sicura così come desiderano i suoi cittadini. Soprattutto quelli del centro storico che spesso subiscono le conseguenze negative di vari eccessi francamente evitabili”. Sono quegli stessi abitanti la cui voce è sottratta al silenzio anche dalle iniziative del Comitato di Quartiere del Centro Storico. Quello stesso – ha ricordato appunto il candidato sindaco Mastella nell'appuntamento di apertura della campagna elettorale, l’8 settembre scorso - “che ha una verbosità incredibile... e che non incontrerò in questa campagna elettorale... I Comitati innanzitutto non esistono... perché non sono riconosciuti dal Comune. Chiunque può farne uno anche uscendo di qui. Le problematiche del Centro Storico non le risolve il sindaco” (Gazzetta di Benevento).

Lo spunto offerto all’altra candidata sindaca, Rosetta De Stasio, invece, le permette di ampliare l'orizzonte sempre in tema di sicurezza dei cittadini e planare, ad esempio, fino in contrada Santa Colomba dove, con il taglio della Destra pura che incarna, ritiene non sia “possibile che nei pressi dello stadio Vigorito vi sia un accampamento di tende, roulotte, camper, in cui risiedono stranieri e zingari, che vivono in un modo indecoroso e nella sporcizia ed abbandono totale”.

Infine, la summenzionata 'lettera aperta' che trova responsabilità nell'Asia Spa che non spazza, sanifica e ritira la monnezza: le attività ristorative pagano migliaia di euro all'anno per i rifiuti, certo, ma pagano come tutti gli altri cittadini…;
che trova responsabilità del Comune per l'assenza degli orinatoi pubblici, certo, ma non è semplice immaginare i protagonisti della movida tutti in fila alla maniera britannica, in attesa del loro turno;
che trova responsabilità sempre nel Comune perché non provvede a delocalizzare i parcheggi delle auto 'fuori le mura' per i residenti: il concetto di 'fuori le mura' è perlomeno dubbio e poi può esser mai giusto che gli slarghi debbano restare a disposizione di tavolini e bivacchi oltre misura? Qualcuno, con lo stesso metro di giudizio manicheo, potrebbe benissimo opporre il contrario: delocalizziamo le attività imprenditoriali;
che trova responsabilità nelle forze dell'ordine che vanno a letto troppo presto e dunque esauriscono il loro compito all'orario di Cenerentola quando invece gli episodi criminosi accadono tutti a notte inoltrata – certo: potrebbero assumere vigilanza privata o fare in modo che il costo degli straordinari della polizia municipale, ad esempio, non ricada sulla fiscalità generale.

Poco o nulla ci dice dei ristoratori, se non che vivono con il terrore di essere accusati di qualsiasi cosa. Da vittime, pertanto, si potrebbe consigliar loro una modesta proposta a mo' di soluzione, un esperimento rivoluzionario con tanto di scambio di residenze: inducano gli abitanti del posto a lasciar a loro le camere da letto e provino a esercitare, poi, il bon ton del 'buongiorno' e della 'buonanotte' ai protagonisti della movida.