Sfregiato anche l’Arco di Traiano, in quel centro storico in cui ciascuno fa quello che gli pare

- Cronaca IlVaglio.it

Ha fatto il giro del web, invaso i media e incassato il pieno di indignazioni l'ultimo atto vandalico nei confronti di un monumento cittadino, “il” monumento: l'Arco di Traiano. Il danneggiamento è grafico (cuore, amore), e chissà se anche fisico (sfregio al marmo); la mano parrebbe recare un'impronta autoriale giovanile. Ma mai avere pregiudizi…

E' certamente un atto vandalico e gratuito, figlio con ogni probabilità dell'assenza di memoria e quindi di conoscenza della storia, ma anche di quegli impulsi che in certe età della vita (ma non solo in esse) possono non risparmiare alcuno nel considerare il mondo ai propri piedi e il vissuto personale come 'storico' e destinato ad essere ricordato in via perenne.

D'altra parte, non è che manchino – oggi e 'storicamente' – saccheggi, vandalismi, ruberie, atti dimostrativi che abbiano ad oggetto vestigia del tempo che fu ascrivibili a una popolazione indubitabilmente adulta e ben più adulterata nella personalità: esibizionisti, ladri, folli, terroristi che siano.

A queste ultime categorie nessun insegnamento apporterà beneficio; con quella sventata beneventana, sperando sempre e comunque nell'identificazione, si può partire dal basso, a rattare il marmo così intelligentemente illustrato per esempio, sotto la guida della Soprintendenza come è naturale.

Lavoro fisico, che non guasta, e al tempo stesso intellettuale, che non guasta il doppio. Ben prima, magari, potrebbe venire altro, operare cioè perché svanisca quel senso di potenza che contagia i frequentatori in particolare del centro storico, accoppiandosi a quella che ritengono una sostanzialmente acquisita impunità.

La pericolosa china istituzionale che al problema guarda con distacco, superficialità, noncuranza, poco rispetto verso le istanze sociali magari riconoscendo rappresentatività a corrente alternata (chi è contro di me non esiste; chi è con me lo omaggio), sta lasciando passare il messaggio che è possibile fare quel che cavolo uno ha voglia di fare.

Nessuna deriva indulgente verso l'incultura e l'assenza di civismo, ma il primo baluardo è avvertire la presenza dell'istituzione e quanto essa sia attenta (videosorveglianza, controlli discreti e costanti, sanzioni laddove c'è da sanzionare senza alcuna remora, eccetera) alle esigenze comuni. Indignarsi va bene, alzare bandiera bianca fa venir solo voglia di ascoltare Battiato.