Benevento - Quanto hanno messo in preventivo di spendere le 20 liste per la campagna elettorale

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Fatti i conti in tasca, le quattro coalizioni in lizza alle comunali d’ottobre, qui A Benevento, hanno messo mano al bilancio preventivo delle spese per la campagna elettorale ufficialmente apertasi qualche giorno fa. In genere, le cifre non sono mai asettiche, perché dietro il valore numerico talora parlano. O meglio, sussurrano qualche spiegazione, motivano qualche ambizione.
Intanto le cifre, appunto, ricordando che esse – in via generale – interessano stampa e propaganda, tipografia, manifesti, affissioni, fitto sale per manifestazioni, poste, telefoni, consumi vari.

Il centrodestra con Rosetta De Stasio è il fanalino di coda, la coalizione meno ‘spendacciona’. 10.300 euro, questo è quanto si prevede costi la campagna elettorale: 6.300 euro pone in ballo Fratelli d’Italia, 4.000 l’altra lista d’ispirazione leghista.
Segue… la coalizione di Mastella, che assommerebbe spese per 16.550 euro in totale, spalmate sulle 10 liste: quelle che largheggiano maggiormente giungono al ‘top’ di 2.450 euro (Sannio Libero, Insieme per Benevento, Noi Campani, Essere Democratici); con l’eccezione di Riformisti e Popolari (2.000 euro), quelle più ‘povere’ veleggiano su cifre più modeste – dai 1.200 di Forza Benevento ai 1.000 euro della Lista Mastella, 900 di Meglio Noi, 850 di Benevento Bellissima, 800 di Noi Sanniti.
Sul secondo gradino del podio sale la coalizione di Perifano, che stila un bilancio da 40.500 euro dove fa la parte del leone, ovviamente, il Pd (25.000), con un qual certo equilibrio d’importi per le altre quattro: La Tua Benevento Futuro 4.500, Centro Democratico 4.000, Città Aperta 3.700 euro, Civici e Riformisti 3.300.
In cima troviamo il raggruppamento di Angelo Moretti, che metterà in ballo la somma di 49.350 euro. E al suo interno c’è anche la lista che si prefigge la spesa più alta in assoluto, e cioè Civico 22, che toccherà i 42.000 euro. Le… briciole toccano a Europa Verde, 2.350 euro, mentre Altrabenevento è possibile-Senso Civico con i suoi 5.000 euro è la terza in assoluto (in pratica la prima lista fra le civiche se si esclude quella di riferimento stretto a Moretti) nei preventivi, a ridosso appunto della collega di coalizione Civico 22 e un partito strutturato come il Pd.
E dietro i numeri?

Ad esempio: le risorse limitate del centrodestra sembrano espressione direttamente collegata alla consistenza dimessa delle liste che compongono la coalizione, quasi un segnale che la sola esposizione dei simboli o degli ascendenti politici (Meloni, Salvini) debba giocare un ruolo essenziale nella campagna elettorale. In proporzione, addirittura le somme ancor più basse poste sul tavolo dal coacervo di liste che affiancano e sostengono Mastella paiono giustificate da un altro elemento, vale a dire l’esposizione mediatica costante del candidato sindaco, forte ancora della comunicazione istituzionale che, è indubbio, rappresenta un traino: perché dunque sprecare fondi per annunci vari quando gli stessi sono veicolati sotto forma di ‘attività’ politico/amministrativa?
Si sale di tono per le altre due coalizioni, dove vengono sintetizzate le aspirazioni al ribaltone nel governo cittadino e di conseguenza la necessità di impegnarsi in misura importante anche sotto il profilo economico. Il Pd, come è prevedibile, è forte del serbatoio di partito (tessere e non solo), ma la sorpresa è “Ora sì” di Moretti: difficile negare che l’impegno oneroso della campagna elettorale non renda chiaro l’obiettivo d’essere il contraltare di Mastella.

Otre le liste, infine, sia pure in un frangente (micro)storico in cui le campagne elettorali si fanno essenzialmente sui social, c'è l'impegno personale dei singoli, non quantificabile a meno di non metter le mani nei loro portafogli. Comunque, visti i tempi, tutta economia che si muove...