Eran 600, non proprio giovani e forti, ma sono sorti! Mai tanti candidati alle Comunali di Benevento

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La sala del Consiglio Comunale di Benevento
La sala del Consiglio Comunale di Benevento

Stavolta Legambiente non c'entra nulla: l'invidiabile risultato è tutto politico. E così per la seconda volta nel 2021 la città di Benevento entra di diritto nel novero di quelle realtà locali che occupano un posto di prestigio nella classifica dei “Comuni Ricicloni”. Classifica che, declinata appunto sul versante politico, diventa dei “Riciclati”: s'applica cioè alla lettura – anche superficiale – delle liste dei candidati al Consiglio comunale per il cui rinnovo si voterà in ottobre.

Prima che qualcuno s'offenda, converrà chiarirne il significato: “Recuperati per altro uso” (tanto dal loro anonimo privato quanto dal 'pubblico' vicino e lontano). C'è, dunque, chi ha ricoperto importanti cariche di partito e ha poi riscoperto la passione, altrove.

C'è chi ha occupato poltrone istituzionali di rilievo in passate amministrazioni e ha convenuto che la transumanza è una migrazione che non richieda affatto conservazione di valori. C'è chi si diletta o si spende in attività d'informazione pronta a discutere dell'imparzialità, altrui. C'è chi ha deciso di correre in soccorso, addirittura da altro comune: d'altronde anche Mastella è di Ceppaloni.

C'è chi si è tirato indietro, secondo la morale morettiana (Nanni, ovvio) che così lo si nota di più, quando sparirà in via definitiva. C'è chi è stato cancellato d'imperio per volontà superiore ma – stampati manifesti e santini magari - non ha inteso lasciar passare il treno inutilmente. C'è chi s'è battuto contro le lobbies professionali che attingevano voti a serbatoi pazienti e poi ha candidato professionisti sicuramente alieni da tali prassi.

C'è chi intende assecondare il Narciso dentro di sé. C'è chi da pensionato ha da occupare il tempo, mancandogli le carte in ufficio. C'è chi va in scena per essere stato escluso dal cartellone. C'è chi si è mosso come un tarantolato da destra a sinistra, da sinistra a destra, dal centro verso sinistra-destra-centrosinistra-centrodestra, dall'alto in basso e dal basso in alto, monade fuori controllo: ieri oggi domani. C'è chi è parente e deve figurare. C'è chi ha avuto e deve dare. C'è chi è stato nominato e deve ricambiare, anche per interposto familiare. C'è chi attinge all'immaginario warholiano e si gioca il suo quarto d'ora di celebrità.

E ancor più giù, alla fine di tutto, c'è l'esercito delle tante anime in pena, che nemmeno Dorè avrebbe mai osato illustrare, penosamente inseguite per essere penosamente esposte. L'affollata bolgia dei carneadi mostra, ancorché sconosciuto, il volto noto della vittima da sacrificare. Ma si sa: dopo, le vie della politica possono essere infinite. G.F.