La faida politica senza esclusioni di colpi nel PD di Benevento, in campagna elettorale

- Opinioni IlVaglio.it

Una delle più abusate metafore sulla disperazione, “toccato il fondo non puoi che risalire”, a Benevento viene declinata, nella sua prassi politica (chez PD ed ex affini), secondo l'evoluzione suggerita da Freak Antoni: “A me capita di cominciare a scavare”. Immagine conosciuta e però perfetta che s'adatta, nell'attualità, all'ultima, focosa, ferragostana polemica fra i fratelli coltelli democratici cittadini. Che muove da un messaggio whatsapp inopportuno e/o malandrino (leggi su Il Vaglio.it) e dalla scia prevedibile di commenti:

a sostegno, secondo la logica di 'depistaggio' classica, ovvero guardare il dito e non la luna, con Del Vecchio (leggi su IlVaglio.it), cui non mancherà a seguire il sostegno dei sodali De Pierro e Lepore;

e contro, con una bellicosa Antonella Pepe (leggi su IlVaglio.it): poi sorretta con minore enfasi comunicativa da Cacciano.

Qualunque analisi politica, a questo punto, non sarà mai sufficiente a spiegare all'elettore i motivi di tanto astio. Perché non è il caso di dimenticare, come fingono di fare i duellanti a suon di note stampa al curaro, la posta in palio in autunno attraverso il voto alle Comunali: offrire alla città di Benevento una alternativa credibile alla ricandidatura di Mastella. C'è chi (i 'decariani', per semplificare), pur oggetto di critiche non fuori centro (la scarsa o nulla 'democrazia interna' al partito), lavora per tale obiettivo nel solco della continuità politica con il quinquennio di opposizione ormai alle spalle; e c'è chi, invece (in città: De Pierro, Del Vecchio, Lepore), pur promotore di critiche non fuori centro (la scarsa o nulla 'democrazia interna' al partito) lavora contro tale obiettivo, dimentico d'essere stato opposizione, attraverso l'intelligenza con l'ex nemico Mastella.

Nell'imbarazzante (per chi legge) scambio di velenose battute fra le due parti del Pd è corretto sempre attenersi ai fatti.

E quindi, valutare la critica interna come 'salutare' perché sale del pluralismo in una dimensione politica che ha superato (e chissà se sia davvero un bene...) il concetto del centralismo democratico (l'allora "libertà di discussione, unità d'azione”, direbbero i leninisti de IlVaglio.it), ma denunciare l'obiettivo destabilizzante - senza alcun fondamento che non sia il 'pretesto' della coalizione delle Regionali (pretesto, si badi bene) - di indebolire ciò che un tempo è stato, comodamente, il proprio credo (…). Oggetto, oggi, di un'abiura chiara, i tre 'esuli' del partito conservano le insegne ma lavorano per una lista a sostegno del candidato sindaco Mastella.

E oggetto di una mistificazione strisciante: Raffaele Del Vecchio (che non si muove mai da solo ma conta su De Pierro e Lepore) nell'intervento di cui sopra scomoda, per primo, un lunare 'metodo Boffo' dinanzi a un fatto di cui non chiarisce la natura (il messaggio whatsapp), così come non farà nessun altro fra i tanti entrati in pista a difesa (mastelliani compresi, è ovvio) degli 'aggrediti', e sposta opportunamente l'attenzione sull'isolamento politico dell'attuale guida del Pd. Altro fatto, per carità, incontestabile, usato però per coprire con un tappeto la polvere sollevata.

I fatti, in conclusione, stanno però producendo solo macerie (e confusione nell'elettorato), a dimostrazione che è molto più facile distruggere che costruire.

Non sorprendono, pertanto, le professioni di cinismo politico di cui media e social danno testimonianza: sul terreno di battaglia resta un partito dai lineamenti sconvolti e nessun make-up ne restituirà un volto accattivante se, prima, non sarà compiuta un'opera di ripulitura radicale. Dentro e fuori, fuori e dentro.
Nel mentre, però, a Benevento si andrà a votare...