Presentata la nuova cultivar denominata “Aulivello di Molinara"

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Un momento della presentazione
Un momento della presentazione

Scrivono gli organizzatori: L’uliveto secolare di Molinara si arricchisce con una nuova specie mai catalogata prima. La presentazione della nuova cultivar denominata “Aulivello di Molinara”, scoperta dalla Cooperativa Agricola Terre di Molinara, ha avuto il meritato spazio durante la manifestazione promossa da Terreventi, sezione interna all’azienda formata dai quindici soci “appassionati” dedicata alla promozione dei prodotti e delle attività dell’impresa (Vai alla Fotogallery). Ottimo riscontro ha avuto anche l’idea di scoprire l’extravergine prodotto dalle quaranta piante della varietà oggi sotto l’attenzione del Ministero dell’Agricoltura, realizzata in un percorso lungo i vicoli del borgo antico di Molinara.

La Cooperativa Agricola che ha finanziato la ricerca, attraverso il Presidente Rocco Cirocco, ha avuto modo di spiegare il percorso che ha portato Molinara ad essere luogo di interesse nazionale nel comparto olivicolo. Terre di Molinara, depositaria del ritrovamento della nuova specie vegetale e assegnataria del diritto di privativa, ha avuto modo di aprire la discussione su quello che segna un momento straordinario e unico insieme all’agronomo Vincenzo Coppola, al Sindaco di Molinara Giuseppe Addabbo e al parroco, fine ricercatore e studioso del territorio, Don Sergio Ingegno. Tutti presenti a confrontare su quanto resta ancora da realizzare.

"Agli inizi di maggio - ha setto Cirocco - il Cnr di Perugia invia la relazione finale dove si evidenziano i risultati dell’analisi molecolare di tre campioni di foglie di olivo. I profili molecolari, confrontati con quelli presenti nella banca dati che include oltre 2.800 genotipi, hanno dato il seguente risultato: identità genetica non corrispondente a nessuna cultivar presente.

Sono stati i racconti dei cittadini a trascinare la nostra curiosità. Questo per sottolineare quanto sia importante il valore della memoria e la possibilità di tramandare i saperi. Il luogo del ritrovamento è ricco di storie, molte di fantasia. Tutte però fanno pensare che quel posto sia stato un luogo che risale alle origini di Molinara.

Quegli alberi dai tronchi enormi e rugosi hanno un ruolo del tutto nuovo dopo la certezza della loro eccezionalità. La piccola comunità fortorina ha saputo svolgere un ruolo da protagonista sull’olio in un percorso che trova fondamento dentro radici solide e antiche che non possono dare luogo a disillusioni.

Per il nostro olio siamo conosciti oltre i confini nazionali. E’ maturo il tempo per dare la possibilità al paese di riconoscersi e di rappresentarsi attraverso un simbolo, un segno leggibile e pronunciabile. Non abbiamo altro che l’uliveto secolare. Non dobbiamo inventare nulla di diverso. L'aulive, per dirla in dialetto molinarese, devono rappresentare Molinara, caratterizzano e distinguono il nostro paese. Tornare a quello che siamo non è un modo per ritirarsi in un tempo antico ma rappresenta un’espressione collettiva capace finanche di evitare 'vuoti di identità' in territori come i nostri che si sforzano a 'mostrarsi' o 'dimostrarsi' diversi ma in fondo vuoti, artificiosi, altro rispetto alla loro anima”.

Il Sindaco Addabbo ha sostenuto la ricerca e si è detto pronto ad intervenire per aumentare la consapevolezza e il valore del patrimonio paesaggistico di Molinara. Gli interventi realizzati per la messa in sicurezza dei sentieri vanno in questo senso. Dopo Addabbo è intervenuto dal pubblico Roberto Costanzo, già assessore regionale all’agricoltura, che ha sottolineato l’impegno della comunità di Molinara nella salvaguardia dell’olivicoltura che finalmente ha dato buoni segnali di integrazione al reddito a molte famiglie.

Costanzo ha rimarcato quanto il “modello Molinara” sia necessario ed ha invitato a lavorare per la riproduzione delle piante de l’Aulivello che, evidentemente, sono poche per la produzione di extravergine in grado di essere commercializzato. Alla discussione si è aggiunta la telefonata di Pasquale Maglione, deputato sannita del M5S, membro della Commissione Agricoltura alla Camera. Maglione ha svolto un ruolo meritorio per l’individuazione del riconoscimento. Grazie al parlamentare originario di Airola, Terre di Molinara ha potuto avere un rapporto diretto con gli uffici del Ministero dell’Agricoltura per indirizzare la documentazione relativa al riconoscimento. Maglione ha anche evidenziato quanto sia importante collegare le istanze dei territori con la volontà politica per essere in grado di raggiungere risultati apprezzabili soprattutto in grado di far conoscere le nostre specificità seconde a nessuno.

Per Don Sergio, che ha raccontato i suoi studi e le sue scoperte sulle origini di Molinara, il luogo del ritrovamento doveva essere zona di transito del commercio. Una doganella, l’ipotesi più plausibile, con una torre che segnava anche l’inizio del confine di Molinara, in tempi antichi molto più estesa rispetto a quanto lo è oggi. Ci saranno altre occasioni per condividere quanto Don Sergio ha saputo raccontare, anche attraverso documentazioni scritta e pubblicata.

Da ultimo Coppola, che ha spiegato le qualità dell’extravergine millenario – così definito – e l’idea dell’etichetta dal nome evocativo: l’Origine. Una bottiglia in edizione limitata che rievoca e celebra un inizio, probabilmente la genesi di Molinara. La molitura in purezza delle sole olive raccolte nel poggio isolato avvenuta lo scorso ottobre, prima che fosse riscontrata l’unicità delle piante. Un’ottima intuizione da parte del tecnico. Le piacevoli note delicate al gusto e all’olfatto hanno trovato il giusto abbinamento nell’assaggio preparato dal Ristorante Al Borgo.

La cucina del noto ristoratore maolnarese Rocco Luigi Matteo ha deliziato i palati dei presenti con un risotto ai quattro formaggi con zest di limone e Origine a crudo. Gradevole e unico anche l’abbinamento con un secondo assaggio: cioccolato fondente ed extravergine de l’Aulivello di Molinara. A chiusura della manifestazione-evento, Terre di Molinara ha annunciato la possibilità di visitare su prenotazione l’uliveto secolare e l’area de l’Aulivello nei giorni ferragostani.