E i pini di Benevento scampato il pericolo, dalla loro altezza stanno a guardare le piccolezze in superficie

- Opinioni IlVaglio.it

Esaurita senza vincitori la consueta gara mediatica a chi ha le migliori 'talpe' nei pressi della cittadella giudiziaria di via Raffaele De Caro, con il comunicato stampa della Procura ha assunto crisma di ufficialità la storia dei pini del viale degli Atlantici e della zona Pacevecchia-via Rosselli, in chiave decisamente contraria alle decisioni adottate in merito da parte dell'attuale amministrazione cittadina a guida Mastella (leggi su IlVaglio.it).

Meritoria l'opera dei comitati civici: gli esposti presentati hanno acceso l'attenzione e avviato il motore dell'indagine; ovvia l'eco politica, frutto della (lunga e faticosa) campagna elettorale in corso: occasione irripetibile per evidenziare la leggerezza, a dir poco, di decisioni e dichiarazioni della Giunta in carica e del cerchio magico consiliare; comprensibile nella sua ovvietà anche il silenzio degli attuali esponenti della maggioranza, sindaco Mastella in testa: tanto nella fase delle 'anticipazioni' sussurrate a mezzo stampa quanto in quella, palese, sviluppata dalla nota del procuratore Policastro, si è scelto il classico profilo basso, laddove appunto il tacere sul tema, contando sulla memoria corta del cittadino-elettore, è visto come un aiuto a dimenticare in fretta il tema.

C'è un aspetto, della non piacevole vicenda, che tuttavia chiede un'attenzione superiore. E' noto, ormai, e in questo caso ancor più che noto: è certo, che il nemico più temibile dell'ambiente è l'uomo. Ebbene, almeno questa volta una decisione della magistratura riesce a dar voce al soggetto più debole ed incapace di proferire parola per sua stessa natura, aduso come è a svolgere il suo compito essenziale di ausilio alla qualità della vita dell'uomo stesso con la modestia del comportamento tenuto: l'albero. Immobile, inerme, eppure austero e partecipativo, 'egli' è stato sottratto alla furia dell'essere umano, che sappiamo implacabile; sequestrato al disvalore della politica; messo sotto protezione per difenderlo dalla superficialità.

Il silenzio ieratico dell'albero oggi certifica la sua grandezza nel sentirsi elevato rispetto alle cose basse della terra.