Gli arditi mastelliani di Benevento che danno lezioni di coerenza politica al Movimento 5 Stelle

- Opinioni IlVaglio.it
Il segretario cittadino di Noi Campani Gianfranco Ucci
Il segretario cittadino di Noi Campani Gianfranco Ucci

“Giorgio se ne vò jì e 'o vescovo ne 'o vo’ manna’”: questa la sintesi dell'aspro confronto politico fra i mastelliani di Noi Campani e il MoVimento 5 Stelle beneventano. Un contributo in tal senso è dato dall'ultima, in ordine di tempo e che certo non sarà mai l'ultima in virtù delle elezioni che verranno, esibizione muscolare a mezzo note stampa: quella in cui i grillini al gran completo anche parlamentare ufficializzano il sostegno a Luigi Diego Perifano candidato sindaco del centrosinistra (leggi su IlVaglio.it) e insistono sul fallimento amministrativo a Benevento, in salsa ceppalonese; quella in cui le segreterie provinciale e cittadina del partito-predellino di Mastella (leggi su IlVaglio.it) rimarcano l'abissale distanza con i pentastellati che “ci impedisce di intraprendere con loro un qualsivoglia discorso” e probabilmente anche di prendere un caffè.

Che il matrimonio non s'avesse da fare era nell'aria come le troppe polveri sottili, eppure – oltre l'aspetto tipico della critica dovuta alla dialettica opposizione/maggioranza – si rileva la particolare insistenza di Noi Campani a entrare nelle faccende politiche altrui col classico trucchetto di rispettare “le scelte libere di ognuno di potere essere iscritto a qualsiasi associazione”. E dunque ricompare il profilo dell'appoggio al candidato massone pur prendendo atto, i mastelliani,“che in queste ore (i 5Stelle, Ndr) hanno finalmente sciolto la riserva e saltato l'ostacolo delle regole imposte dal loro movimento”. Di qui la conseguente lezioncina sull'ambiguità etica e politica.

Il faticoso e magari anche impopolare processo di mutazione del M5S, che comporta l'adattamento allo stress dell'esofago per la nuova dieta di rospi da ingoiare, ha comunque maturato una riscrittura dello statuto, come è di dominio pubblico leggendo i giornali o seguendo i telegiornali, o più in generale rimosso ostacoli finendo con l'attribuire al MoVimento una collocazione politica più riconoscibile, nel centrosinistra.

Ed è esattamente questo il meccanismo che Noi Campani cerca di sabotare, perché le ricordate distanze politiche erano abissali prima e dopo gli esami di coscienza e resipiscenza del M5S: indebolire Alternativa per Benevento continuando a battere sul tasto della massoneria, dapprima con gli stessi CinqueStelle (perché se ne staccassero), ora con il loro elettorato (perché ne misuri appunto l'ambiguità).

Ci potrebbe anche stare, se non facesse specie che Noi Campani è un partito personale (che quindi ben difficilmente approderà a una qualunque riflessione su statuti – esistendo, gli stessi - o collocamenti vari) e che l'ambiguità viene rinfacciata da chi si specchia in essa da sempre. Tra chi lo giudica fiuto e chi opportunismo comunque non si troverà mai qualcuno che sarà in grado di 'definire' la posizione politica del sindaco Mastella.