Le responsabilità dei vertici del PD e non solo di quelli tra loro passati senza problemi a sostenere l'avversario Mastella

- Opinioni IlVaglio.it

Parlando del Pd sannita, il discorso sulla democrazia interna è certo scivoloso ma chiaro: il rispetto di questa come una delle condizioni fondamentali del pluralismo di idee non è prassi sempre osservata. E’ stato rimarcato più volte, qui su Il Vaglio.it, sottraendo alla parte della ‘ragione’ la frazione numericamente preponderante, ma certo lo testimonia al meglio la polemica deflagrata sul finire della legislatura cittadina a trazione mastelliana e, di conseguenza, la risibile spaccatura dei democratici in due tronconi, nel consiglio comunale di Benevento prossimo – in autunno – ad operazioni elettorali di rinnovo.

La vicenda è nota, inutile rimasticarne passaggi che mortificano la stessa denominazione partitica. Ma essa s’arricchisce, oggi, di un capitolo che aiuta ancor più a comprendere quanto le divisioni siano il frutto non tanto, o non solo, di una visione diversa delle modalità politiche attraverso cui portare avanti un mandato popolare, ma il frutto acerbo della pervicace ricerca di uno scontro che lasci vittime sul terreno e finalmente liberi spazi di manovra per chi avrà resistito in piedi. Anche a costo di snaturare la missione affidata al Pd in quest’ultimo quinquennio, almeno nella città capoluogo: fare opposizione, dopo aver perso le elezioni, al sindaco Mastella ed all’amministrazione in carica.

Dobbiamo pertanto essere grati al capogruppo consiliare a palazzo Mosti Francesco De Pierro d’aver, bontà sua e finalmente, ricordato (in una dichiarazione a Ntr 24 del 13 luglio) che “i deluchiani di Benevento (categoria dello spirito cui si iscrive insieme ai dioscuri Del Vecchio e Lepore, Ndr) stanno con lo schema del regionale nel quale fa parte anche Mastella”. Precise parole, che prefigurano altro ancora: “Ci stiamo adoperando e prodigando per mettere su delle liste importanti che possano essere assolutamente competitive sul territorio e possano confermare le aspettative che ci sono attorno all’area deluchiana”.

Ecco, si staglia – sullo sfondo di quest’ufficiale intelligenza con quello che avrebbe dovuto essere il ‘nemico’ – solo una modesta considerazione: chi ha imbarcato De Pierro nel Pd qualche tempo fa dovrebbe avere il pudore di allontanarsi per sempre dalla vita politica. Ma non andranno negati gli eventuali frizzi e lazzi che accoglieranno, a questo punto, gli annunci a venire: dal Raffaele Del Vecchio competitor nel 2016 di Mastella al Cosimo Lepore assessore pluriennale col centrosinistra, che pur di non essere dimenticati (come giustamente dovrebbe essere stando così le cose) paiono proprio ben disposti a farsi ricordare come coloro che hanno attraversato il Rubicone della massima sostenibilità politica. G.F.