“Movida eccessiva”: residenti a Benevento ora aggrediti anche in casa. Urge far rispettare la legge

- Cronaca IlVaglio.it

“Spaventarsi perché sotto casa una banda di persone alterate imperversa da un'ora. Affacciarsi per capire che succede generando "irritazione" nel più alterato. Ritrovarsi in pochi secondi con il portone d'ingresso sfondato e un invasato che prende a pugni la porta di casa. Passare l'ultima ora con due poliziotti. Questa stanotte la mia esperienza di quella che chiamate ‘movida’. E adesso qualcuno osservi che va bene così e che se non mi va bene sono io che dovrei trasferirmi. Per la cronaca c'è già un altro gruppo di persone alterate sotto casa”.

E’ quello che ha scritto, in un post su FB, dieci ore fa, in piena notte, una stimata e nota giornalista di Benevento. Del racconto della gravissima vicenda, colpisce ancor più il finale: “… c'è già un altro gruppo di persone alterate sotto casa”. E’ esattamente quello che accade a Benevento – cioè nulla - quando si denunciano “gli eccessi”, come con un corrivo eufemismo sono derubricati, della movida. Dopo i fattacci, non succede niente.

Ed è questo l’aspetto, se non il più importante – come pure pare evidente –, sicuramente il più urgente della questione. Chi commette questi reati – chiamati bonariamente eccessi – non paga a Benevento da troppi anni alcunché, né sul piano penale, né su quello civile o amministrativo. L’ordine e la sicurezza pubblici qui, purtroppo, possono essere violati impunemente. Tutte le non poche istituzioni chiamate a tutelarli e difenderli non riescono a impedirlo.

Non c’è spazio per il “benaltrismo” come per le generalizzazioni. E’ ovvio che non va criminalizzata la movida – il riunirsi a migliaia di giovani (ma non solo) perlopiù in alcuni (ben individuabili e circoscritti) vicoli del centro storico. Sono una netta minoranza i partecipanti che delinquono. Poi, certo – in un secondo momento – ci si dovrà anche interrogare sul perché lo facciano e sperimentare azioni per provare a prevenire.

Ma innanzitutto vanno messi in condizione di non nuocere coloro che violano non solo il sacrosanto diritto alla quiete e al mantenimento del decoro e dell’igiene urbana dei residenti, ma ormai anche il loro domicilio e, c’è mancato poco, la loro integrità fisica, oltre che psicologica!

Ci si risparmino, dunque, le riunioni istituzionali per la sicurezza e l’ordine e le loro successive note di buone intenzioni, puntualmente destinate a rimanere tali. E piuttosto si cominci a intervenire efficacemente reprimendo i tanti reati che da tantissime, troppe notti si perpetuano, rimanendo impuniti.

Il loro impedimento, per di più, come l’aggressione di stanotte dimostra, non è che solo lasci le cose nel grave stato in cui sono, ma permette anche la crescita dei crimini e dei delitti in quel contesto. Giorni fa, delle bande di giovanissimi, per le risse create, sono assurte agli orrori della cronaca. Se, dunque, la legge non verrà presto nuovamente fatta rispettare a Benevento, non ci vorrà molto e saremo costretti a dover scrivere di molto peggio, dell’irrimediabile.

Per ciò, per quel che di male accade nella movida, non ce la si prenda genericamente con “i giovani”, la stragrande maggioranza dei quali sono civili e pacifici, ma con quelli che - da adulti – non impediscono (come dovrebbero e potrebbero) i comportamenti devianti e sempre più criminali (C.P.).