“Benevento a tutti!": uno scoppiettante Maccio Capatonda ha ravvivato il BCT Festival

- Cultura Spettacolo di Alessio Ievolella

Ieri sera, per il quarto appuntamento del BCT, Maccio Capatonda ha infuocato l’Arco del Sacramento di Benevento con la sua “comicità comica” e il suo nuovo libro, “Libro”! In una vivace e scoppiettante intervista, il famoso comico e regista - al secolo Marcello Macchia - ha ripercorso i momenti salienti della sua vita privata e artistica, mescolandoli a un esilarante spettacolo in diretta. Oltre a sfoderare alcuni cavalli di battaglia del suo repertorio infatti, come il venerando Padre Maronno, ha dato sfogo a quella comicità estemporanea che lo caratterizza e che è anche il motore della sua estrema prolificità artistica, di cui il pubblico ha avuto un cospicuo assaggio grazie alle tante clip proiettate nel corso dell’evento.

Maccio, per far ridere, riesce a sfruttare tutto quello che ha a disposizione, dalle campane del Duomo ai problemi tecnici con il microfono, e lo ha fatto fin dal primissimo istante, quando è salito sul palco con una lunga mazza di legno grezzo che ha offerto in omaggio alla presentatrice. Al centro della serata è stato però un altro oggetto, il famigerato “Libro”, che rappresenta certo una novità assoluta all’interno della sua produzione: “Molti miei fan non erano abituati a leggere, vedevano i video, che non si leggono…”.

Si tratta di un libro multifunzione, “ottimo da reggere, anche con due mani” - ha fatto sapere l’autore, che in quelle pagine si racconta con lo stile che gli è peculiare, tra aneddoti biografici, battute e rari - ma non privi di significato - momenti di serietà. Tale racconto è stato rievocato in parte dalle domande dell’intervistatrice.

Così si è parlato della passione per il cinema - “All’inizio pensavo fosse un posto dove si dormiva, finché non mi resi conto che c’era uno schermo” -, con l’ossessione per “Ritorno al Futuro” e Michael J. Fox - di cui Maccio ha eseguito una straordinaria imitazione; della prima telecamera - il primo cortometraggio fu un incontro di pugilato tra amici che sfociò in una vera scazzottata - e delle influenze comiche: “Io rido difficilmente, preferisco ridere poco ma bene. Mi fanno ridere i casi umani, infatti me ne sono circondato”. Ha anche rivelato che il tormentone “E se poi te ne penti?!” sarebbe stato inventato da suo fratello.

Di queste, molte cose già si sapevano, qualcun’altra meno, ma anche laddove ha battuto terreni già esplorati, Maccio è riuscito comunque a mantenere viva l’attenzione e l’interesse. La sua comicità è tutta imperniata sull’assurdo, e il fatto che l’attitudine nelle apparizioni pubbliche sia dello stesso stampo rende arduo il compito a qualsiasi intervistatore. Si fa fatica a seguirlo, a capire quando non scherza. Nel corso della serata, ha coniato nomi e parole a raffica, e ha anche ingannato la presentatrice con la frase (non) di Jean-Paul Sartre: “Il buio è una parola che se cambi le ultime due lettere diventa buoi”.

“Storpiare la lingua - ha detto - è un passaggio necessario nello storpiamento della realtà”, operazione che egli persegue con la fantasia di un bambino e l’ostinazione di un attore che non vuole - o non può - uscire dal personaggio. E chissà che questo “storpiare” non sia anche protesta contro una bruttezza che non deve essere presa sul serio, ma viceversa esasperata fino a diventare la caricatura caricata di se stessa, che si svela in tutta la sua inconsistenza: “E’ bello spettacolarizzare il nulla”.

Quello di ieri sera è stato dunque, tutto sommato, un evento ben organizzato che ha restituito agli spettatori il Maccio migliore, quello di sempre, che tutti speravano di vedere. Complice è stato un pubblico giovane e preparatissimo, con l’Arco del Sacramento pieno e altri fuori ai cancelli che hanno assistito comunque all’evento - brava la presentatrice a coinvolgerli.

Alla fine dell’intervista è stato assegnato all’autore il Premio BCT per la creatività artistica, e ai presenti è stato consentito avvicinarsi al palco per fotografie e autografi. Maccio, sempre spontaneo e umile, è stato oltremodo disponibile ad accontentare il più possibile i desideri dei fan, che ha salutato con un “Benevento a tutti!”.