Ancora risse durante la movida a Benevento: il ruggito da tigre di carta di chi dovrebbe impedirle

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Foto di repertorio
Foto di repertorio

Aggressione in centro storico in una notte di movida (è accaduto fra sabato 19 e domenica 20 giugno, in piazza Piano di Corte): non la 'normalità', meno male; ma neppure una novità (basta rivolgersi a un motore di ricerca per scoprire l'esistenza di 'episodi isolati'...). Intanto, è il caso di avviare il conto alla rovescia per capire in quanti giorni verrà convocato il Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, insieme di divise e grisaglie dal facile assembramento istituzionale e dal complesso groviglio decisionale.

Se c'è una cosa venuta fuori nel corso del tempo è che lo 'spirito libero' dalle inibizioni e dal rispetto dei confini dell'educazione proprio di parte dei giovani delle notti magiche e alcoliche non può essere ingabbiato da paludate riunioni e controlli mai sufficienti (altrimenti non staremmo qui a scriverne). Esiste ormai un'area consolidata dove ritroviamo insediamenti commerciali a senso unico e in fitta presenza. Gomito a gomito si susseguono, non da ieri ma da anni, tipologie di intrattenimenti in particolar modo riservati alle fasce giovanili che, giocoforza, generano un elevato livello di frequentazione e una concentrazione a volte rischiosa: se il disturbo alla quiete è il pedaggio di ogni settimana, la cronaca nera – per fortuna - è solo occasionale, per quanto l'insieme sia ormai endemico.

Di fronte a situazioni incancrenite tanto nella geografia urbana che 'umana', con la creazione di ghetti di consumo di massa e di concentrazione di masse, il ruggito del sindaco Mastella (leggi su IlVaglio.it) è quello di una tigre di carta: minacciare chiusure o evocare tolleranza zero ex post getta più di un'ombra sull'efficacia delle azioni, dalla persuasione a salire, poste in essere per contenere il problema movida.