E' tempo che i 3 consiglieri in minoranza nel PD dicano quale sarà il loro candidato sindaco

- Opinioni IlVaglio.it
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento

Ci sono storie decisamente più piccole nel libro delle elezioni comunali di Benevento del prossimo autunno che alcuni eventi degli ultimi giorni sollecitano a uno scioglimento finale. Aver individuato il candidato sindaco a Napoli nella persona dell'ex ministro Gaetano Manfredi, per il centrosinistra assemblato nel patto fra PD-LEU-M5S, spazza il campo dalla possibile riproposizione di uno schieramento a ricalco di quello che sostenne alle elezioni regionali il candidato Vincenzo De Luca. Quindi, che altri si aggreghino o meno (i centristi di Mastella, per esempio), la sostanza (l'alleanza) non cambierà. A Benevento è dato ufficiale, ripetutamente confermato (ultima in ordine di tempo una dichiarazione di Giovanni De Lorenzo – leggi su IlVaglio.it: https://www.ilvaglio.it/article/13569/de-lorenzo-pd-la-citta-di-benevento-non-e-039merce-di-scambio039.html), quello di un PD contro Mastella nella corsa per palazzo Mosti e testimonia in via ulteriore la rottura pure in periferia del disegno tratteggiato per palazzo Santa Lucia a Napoli con il bis (riuscito) di De Luca.

Insomma, l'inconciliabilità è conclamata e il paradosso beneventano del PD ancora non giunge a soluzione, magari perché il differimento della tornata elettorale all'autunno stuzzica l'attendismo (il calcolo politico), per cui esporsi oggi è un rischio che potrebbe non valere la pena di correre. Ma in Consiglio comunale, quella parvenza di Consiglio che resta in piedi, il PD 'ufficiale' è rappresentato da esponenti che, a più riprese, si sono detti favorevoli a soluzioni politiche di ampio respiro e inclusive, anche nei confronti di Mastella (dietro il vessillo dello 'schieramento pro De Luca'). Francesco De Pierro, Raffaele Del Vecchio e Cosimo Lepore, tornati dopo un prolungato periodo di silenzio a far parlare di sé nella vicenda tormentata e contorta dell'assemblea provinciale del partito convocata a Molinara per quanto 'illegittima', sul punto (sollecitati peraltro anche dal vicesegretario Cacciano, leggi: https://www.ilvaglio.it/article/13616/pd-il-congresso-come-confronto-franco-e-costruttivo-invocato-dalla-minoranza.html) pure tacciono da un bel pezzo... ma avranno almeno letto i giornali come tanti.

Con profili di alleanze delineati in quest'essenziale aspetto, il loro ignorare l'argomento è pertanto inopportuno, perché alimenta retropensieri e rafforza la lettura 'consociativa' del modo di fare opposizione nei banchi consiliari: se hanno cipiglio leonino nel dichiararsi opposizione rispetto all'attuale classe dirigente del PD, sembrano invece privi del coraggio di dichiararsi sulla scelta del 'loro' (o no?) candidato sindaco.
Colgono cioè l'aspetto comodo della battaglia interna ed evitano, finora, quello spinoso del sostegno elettorale.