Comunali, centrodestra in ambasce. Lonardo: tanto parlò che non disse...

- Opinioni IlVaglio.it

Di certo il panorama della politica locale in vista delle Comunali di Benevento si arricchisce. Dal punto di vista letterario, innanzitutto. Non può giudicarsi diversamente la riflessione che il candidato in pectore del centrodestra, Lucio Lonardo, ha affidato alle redazioni giornalistiche (leggi su IlVaglio.it): un tourbillon (per restare alle citazioni, questa 'bassa' perché sportiva) di riferimenti di alto profilo (Aristotele, Gandhi), parallelismi (la “processione di primavera di Echternach”, in Lussemburgo), richiami culturali (Raspe e il barone di Munchausen).

C'è, pure, per buttarla magari anche in politica, la constatazione del vuoto ancora presente nel centrodestra – l'ultimo (eventualmente grande) raggruppamento ancora non addivenuto a una soluzione unitaria nella scelta del candidato sindaco -, e quella ovvia dell'inefficacia, per giunta declinata in forma consociativa con certa pseudo-opposizione, dell'attuale Giunta alla guida della città. Passaggio, questo, obbligato per giustificare l'accostamento del nome dell'estensore Lonardo allo schieramento che, almeno nella componente 'azzurra', lo vorrebbe sfidante di Mastella.

Resta, sia detto con rammarico, oscuro quantomeno al cittadino che vota, ovvero al destinatario ultimo, il senso complessivo dell'intervento di Lonardo. Che, fedele al suo stile, dice senza affermare, elucubra senza appassionare, articola senza comunicare. E nel complesso, dopo il definitivo punto, riesce con bravura a serbare comunque un segreto: se, cioè, avverte la responsabilità di essersi spiegato al suo eventuale elettorato e dunque a considerarsi o meno, per quel centrodestra che non ha bazzicato spesso, convintamente in pista per palazzo Mosti. G.F.