Totale chiarezza sull’appartenenza alla massoneria come cessata: nell’interesse di Perifano e di Benevento

- Opinioni di Carlo Panella

L’appartenenza alla massoneria del candidato a sindaco di Benevento Luigi Diego Perifano non è questione secondaria. I competitori (militanti e simpatizzanti) l’hanno già polemicamente tirata fuori e su essa si concentreranno, soprattutto nel turno di ballottaggio, se Perifano vi arriverà.
Non saranno infatti i programmi elettorali (che pressoché tutti ignoreranno fino alla fine) o la passata storia in politica a far da discrimine (le precedenti consultazioni l’hanno insegnato), ma la valutazione del “qui e ora” e l’interesse personale o familiare dell’elettore. Assieme a quel poco rimasto di opinione sulla cosa pubblica, nel territorio orientato dalle residuali agenzie attive tra cui la Chiesa (scriverò in un prossimo articolo di parti importanti del cattolicesimo locale in azione ed esposte più del solito).
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La candidatura di Perifano - politico di lungo corso e amministratore di varie agenzie e consorzi pubblici - presenta intanto due novità: se eletto, sarà il primo sindaco laico del dopoguerra di una delle città più papaline d’Italia, e, come detto, da ufficialmente massone.
Va subito aggiunto, perché molti lo ignorano, che è del tutto legittimo essere iscritto alla massoneria. Le logge, costituite su basi iniziatiche e di fratellanza, sono lecite e libere di agire: furono messe fuori legge dal fascismo nel 1925, al pari di ogni altro partito o organizzazione democratica.
La circostanza dell’iscrizione di Perifano, dunque, formalmente parrebbe essere irrilevante. Il candidato del resto ha tranquillamente confermato – al 'Fatto Quotidiano' - di essere stato maestro venerabile della loggia massonica 'Federico Torre' “per 3 anni, e per me aver frequentato il Grande Oriente Italia è stata un’esperienza formativa. Capisco che ci sia un pregiudizio verso la massoneria, ma la mia affiliazione non toglie nulla ai miei valori politici… C’è una grande e luminosa tradizione storica di intrecci tra Socialisti, Comunisti e Libera Muratoria, io guardo a quella tradizione e a quei valori”. Le note vicende legate a qualche loggia massonica (la P2) che in Italia è andata così tanto contro legge da essere stata sciolta, invero, non si possono generalizzare: la cosiddetta pecora nera esiste ovunque.
Ciò precisato, è anche da dire che il carattere iniziatico dell’adesione alle logge, la riservatezza che ne caratterizza l’azione e i citati (anche da Perifano) pregiudizi verso la massoneria non sono senza impatto. E non a caso il sito del Grande Oriente pubblica, tra le FAQ, cioè le domande più frequenti sulla massoneria, quanto segue: “Alcuni pensano che entrando in Massoneria si avranno relazioni influenti, nuovi amici, possibilità di carriera sul piano professionale e lavorativo… In breve: l’adesione alla Massoneria non consente avanzamenti di carriera, favoritismi politici, guadagni economici o finanziamenti personali di qualsiasi genere, nella Libera Muratoria non è lecito nessun tipo di favoritismo. Nessun Fratello può e deve chiedere a un altro Fratello ciò che è illecito chiedere, ciò che contrasta con le leggi, con l’etica, con il buon senso e con la correttezza”. Su questo che è l’aspetto più importante torno tra un attimo.
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Prioritariamente, va detto anche altro, perché si voterà a Benevento che, probabilmente, è stata nel dopoguerra la città politicamente meno laica d’Italia: solo sindaci di provenienza democristiana, monarchica e missina, tutti cioè con il beneplacito curiale.
I massoni, dal 1983, non sono più tra gli scomunicati dalla Chiesa cattolica, come lo erano stati in precedenza, per più di due secoli. Ma nel documento emesso, in quello stesso 1983, dalla Congregazione per la Dottrina della Fede guidata da Joseph Ratzinger (l’attuale papa emerito) si ribadiva: «Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l'iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione». Non ho contezza di successive deliberazioni della Chiesa in merito, meno ostative (se ce ne fossero, sarebbe opportuno renderle note, data la circostanza).
La censura romana per me tuttavia conta poco. Da giovane ho militato nel PCI i cui iscritti erano stati pure scomunicati dalla Chiesa. Poi tale intransigenza cadde (ma solo di fatto). In precedenza, invece, il devastante fascismo una scomunica dalla Chiesa non l’ebbe mai. Ho sempre giudicato, per ciò, da credente, tali sanzioni canoniche solo espressioni storiche del potere temporale: la fede è altra cosa dai documenti delle gerarchie vaticane.
Ma questi giudizi o pregiudizi esistono e verranno in ballo per l’elezione de sindaco della bianca Benevento…
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Torno ora all’aspetto più importante della questione, quello che Perifano può provare a risolvere subito, nell’interesse suo di candidato e in primis degli elettori beneventani. La massoneria è un’associazione riservata (una volta segreta) che si riunisce per perseguire alti ideali “Fratellanza, Tolleranza, Uguaglianza e soprattutto di Libertà”. Ma è anche noto che opera per sostenere i cosiddetti ‘fratelli muratori’ che la compongono. Al di fuori, è percepita come una sorta di società di mutuo soccorso. Abbiamo riportato sopra quel che il Grande Oriente d’Italia ha specificato in merito e cioè che la massoneria agisce secondo la legge e non contro di essa.
Ma, perdurando il pregiudizio antimassonico, un candidato sindaco massone, anche il più specchiato - e non ho alcun elemento per dire che Perifano non lo sia - deve essere chiaro e netto, anche oltre l’ovvio. Perifano, cioè, deve scandire che - avendo deciso di fare il sindaco di Benevento - si sente e sarà sciolto da ogni pregresso vincolo della massoneria. Essa infatti è un’associazione riservata e, a chi non ne fa parte, non è dato sapere in cosa fino in fondo si concretizzi “la fratellanza”.
Attualmente, Perifano, che è giunto ai gradi più alti della locale loggia, ha dichiarato di non essere più attivo da tre anni: di essere in sonno, come si usa dire nel loro gergo. Bene, pubblicamente, aggiunga anche che, diventato candidato, tale sonno sarà molto più profondo...
Si dirà: che sarà mai per un politico fare una promessa in più? E invece no, fa tanto. Perché tale solenne presa di distanza da quel gruppo chiuso e dai suoi appartenenti, per mettersi al servizio apertamente della collettività intera, sarà poi di facile riscontro: Benevento è piccola e non ci vorrà molto a sapere se qualche beneficiato da delibere e nomine, sindacali o amministrative, del Comune di Benevento sia un fratello di quella loggia (del resto indicazioni, in tal senso, notizie sugli affiliati sono già state fatte filtrare pubblicamente).
Un taglio netto di Perifano con questo suo passato, ovviamente non per rinnegarlo, perché non c’è nulla di cui scusarsi: è infatti scelta di attività sociale lecita per il privato cittadino. Tuttavia, essa è riservata, mentre il raggio di azione di un uomo politico deve essere il più conosciuto possibile.
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E, se pure questa cesura non si volesse fare “per virtù”, converrebbe comunque farla “per necessità”. Com’è noto, l’elettore beneventano, “pragmatico” come pochi, tende a correre sul carro del presunto vincitore sperandone di averne diretta benevolenza, chiamiamola così… Immaginare che possano esserci, in questa elezione, altri come lui in ignota posizione di privilegio lo spingerebbero altrove... Non aggiungo altro perché l’argomento è tanto noto e triste quanto – purtroppo - solido.
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Insomma, eleggere un sindaco laico a Benevento è di per sé impresa ardua, per il tradizionale orientamento della gestione del potere locale. Non provare a spuntare subito, per tempo - e radicalmente -, quest’arma polemica dei suoi avversari, potrebbe essere esiziale.
Una volta chiarito il quadro, ora - cioè mesi prima del voto - quando poi i suoi avversari proveranno (e lo faranno!) a tirar fuori l’argomento-massoneria a ridosso delle elezioni, apparirà molto più evidente la strumentalizzazione.
Smessa la carica di sindaco, ovviamente, tornato privato cittadino, Perifano potrà liberamente tornare a far parte della loggia e/o a fare tutto ciò che gli pare.
Non c’è altra strada, come peraltro ci ha raccontato, a proposito della vita pubblica, fin dall’antica Roma, Plutarco nella Vita di Cesare: non solo bisogna essere al di sopra di ogni sospetto ma anche apparire tale.