Comunali - La candidatura a sindaco di De Luca dopo l'apertura nei suoi confronti di Perifano

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Nicola De Luca
Nicola De Luca

Non riesce a farsene una ragione, Nicola De Luca, già assessore con l'amministrazione di centrosinistra guidata da Fausto Pepe. L'esponente del Partito Democratico, committente di sé stesso per manifesti 6x3 comparsi negli spazi beneventani con lo slogan “Uno di Voi” a dichiarare il suo amore per la città, continua a giorni alterni ad invocare le Primarie per l'individuazione del candidato sindaco in vista delle Comunali di autunno. Accusando il suo partito (chissà se tale ancora o ex) di ingiustificata ostinazione: “Liquidare le primarie con una supponente alzata di spalle è un torto che si fa non solo ai beneventani e alla comunità democratica, ma alla storia di questo partito”, ha scritto in una delle sue ultime note stampa.

De Luca viene in scia ad Angelo Moretti, ora candidato sindaco di Civico 22 in via autonoma dopo aver abbandonato il tavolo del centrosinistra per il suo essersi scoperto minoranza nella richiesta dei 'gazebo', richiesta peraltro in precedenza mai avanzata quando s'è trattato di stilare e firmare un comune programma.

Però a differenza di Moretti che, ventre a terra, ha già avviato la sua campagna elettorale, Nicola De Luca non sembra ancora rassegnato al gran rifiuto oppostogli dalle scelte effettuate ritenendo di essere stato “considerato un outsider o, peggio, un guastafeste, mentre il mio intende essere solo un contributo alla Città”.

In effetti, il suo spendersi in favore di Primarie che a questo punto è certo non ci saranno risulta un vuoto esercizio retorico se non seguito dall'ufficialità della sua discesa in campo, con tanto di presentazione e simbolo come si confà in questi casi.

E' pur vero, infatti, che scrive della sua “candidatura a sindaco” come di un “atto di generosità che sento di dovere ai miei concittadini”, ma è altrettanto vero che all'accorata compartecipazione ai destini della gente espressa a parole e immagini affisse ai muri non ha fatto seguito alcun fatto: la candidatura cioè al di fuori della coalizione del centrosinistra (che riconosce in Perifano il suo candidato sindaco) e dunque contro il suo recente e lontano passato e partito, seppure nel medesimo campo politico.

D'altra parte, per soddisfare ambizioni o vedersi riconosciuta tale generosità, le invocate Primarie possono essere individuate anche nella prova d'urna in via diretta. Sempre che essa si riveli un primo turno che preceda un ballottaggio, visto il progressivo affollarsi di contendenti in grado di richiamare la medesima area d'ispirazione rispetto alla maggiore compattezza di alcuni degli avversari.

Può darsi, però, che il problema sia tutto nel superamento di quel ruolo di 'guastafeste' citato prima, e quindi nella più che modesta 'richiesta di ascolto' o considerazione che dir si voglia (che in politica ha significato risaputo), e in questa direzione andrebbe inquadrato l'intervento proprio di Perifano (leggi su IlVaglio.it) indirizzato all'outsider. Vedremo se ora scomparirà o meno la qualifica attribuitasi di 'candidato sindaco' nelle esternazioni dell'ex assessore. G.F.