La figura dell’attuario: scenari presenti e futuri di una professione che non conosce crisi

- Scuole Università di graziano ferrara

La figura dell’attuario è stato il tema al centro del seminario tenutosi in modalità telematica e organizzato dal professore Salvatore Forte docente del corso di studi in Scienze Statistiche e Attuariali, nell’ambito del ciclo di incontri volti all’orientamento professionalizzante degli studenti dell’Università del Sannio. E’ intervenuto per l’occasione Giampaolo Crenca, past President dell’Ordine degli attuari nonché docente a contratto di matematica finanziaria dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, con il quale gli studenti si sono potuti confrontare per comprendere l’essenza e i vantaggi occupazionali di una professione che in Italia esercitano ancora in pochi (sono circa 1100 gli iscritti all’albo).

Inizialmente molto diffusa nei paesi di origine anglosassone, dove si riscontra il maggior numero di attuari, la figura dell’attuario arriva in Italia con l’istituzione dell’albo professionale, nel 1942. “E’ più corretto dire che l’attuario non è colui che calcola il rischio ma colui che lo valuta, dopo aver appurato che esso sia quantificabile”, ha tenuto più volte a precisare Crenca. Il docente ha posto poi l’accento sull’importanza di reperire dati che siano adeguati in quantità e qualità per condurre qualsivoglia valutazione attuariale alla base della quale “c’è sempre e comunque una grande passione per la matematica e la probabilità”.

Secondo alcune statistiche citate, quella degli attuari è tra le tre professioni più richieste al mondo. A oggi la maggior parte di essi trova ad esempio occupazione nel settore delle assicurazioni vita e danni (45%), ma è diventata una figura fortemente richiesta anche nel mondo della previdenza e dei fondi sanitari (circa il 16% dei professionisti lavorano in questo ambito) e nel mondo della finanza, nel quale tuttavia lavora solo il 5% dei laureati.

Sta di fatto che la domanda è di gran lunga superiore rispetto all’offerta di tale figura professionale. Interessante è notare che nuovi scenari per questa professione si aprono anche sul fronte della valutazione del rischio relativo ai cambiamenti climatici e, in generale, dei rischi sistemici, per i quali la sfida non è più solo quella di trovare una sufficiente mole di dati ma anche nuovi modelli in grado di elaborarli al fine di consentire una corretta valutazione.

Scegliere il percorso delle Scienze Statistiche e Attuariali nel Sannio significa, allora, poter cogliere tante opportunità a due passi da casa, ma perché ciò spesso non avviene? Il problema, ha detto il professore D’Ortona, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Statistiche e Attuariali, è principalmente di tipo culturale, “poiché viviamo in un contesto nel quale purtroppo c’è una scarsa cultura finanziaria e matematica, a differenza dei paesi anglosassoni in cui la figura professionale che oggi abbiamo tratteggiato è ampiamente veicolata anche nelle forme di comunicazione sociale come film, serie televisive, cartoni animati e letteratura”.

Anche il progetto di Filiera Formativa dell’Ordine Nazionale degli Attuari si sviluppa in questa direzione diffondendo, attraverso i mezzi di comunicazione e le sinergie con diverse università italiane, la cultura finanziaria, assicurativa e statistica nel Paese.

Nell’ambito della professione dell’attuario non si sono mai riscontrate disparità di genere. Dei 1100 professionisti italiani iscritti all’albo il 58% sono uomini mentre il restante 42% è rappresentato dalle donne. Attualmente il Presidente dell’ordine degli attuari italiani è la dottoressa Tiziana Tafaro.