Il Benevento non sa proprio vincere e quasi riesce a condannarsi matematicamente alla serie B

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Gianluca Lapadula
Gianluca Lapadula

Tutto il peggio che di sé il Benevento è riuscito a mostrare in questa sua seconda esperienza nella massima divisione è andato in scena oggi pomeriggio al ‘Ciro Vigorito’. In vantaggio al 13’ - e con un uomo in più dal 23’ per l’espulsione di un avversario -, l’ha giocata talmente male tanto da farsi raggiungere al 92’ e ritornare così, quasi matematicamente, in Serie B. Stavolta non ci sono scusanti o attenuanti di sorta. Il già retrocesso Crotone, che nemmeno si è impegnato più di tanto e ridotto precocemente in inferiorità numerica, è stato tenuto in partita da un Benevento che il massimo è riuscito a darlo solo quanto a insipienza tecnico-tattica, nervosismo e timore.

Schiattarella, durante la gara, ha litigato un po’ con tutti, dall’allenatore Inzaghi al compagno di squadra in panchina Tello. Ma non solo lui: in tanti se la prendevano con il compagno ogniqualvolta le cose non andavano bene. Decisamente un brutto vedere.
Assieme a ciò, numerose occasioni da gol sono state sprecate per imprecisione e deficienze tecniche dei padroni casa.

L’allenatore di suo ce ne ha messo, non costringendo la squadra ad attaccare per mettere al sicuro il risultato, assistendo al suo sempre crescente preoccuparsi e infrangersi e togliendo, alla fine del primo tempo, uno di quei pochi elementi in rosa capaci di far gol, come Caprari, in una squadra che per le segnature ha mostrato quest’anno una evidente idiosincrasia. E per di più tenendosi Viola, il più tecnico e incisivo dei suoi, in panchina per tutta la gara.

Le recenti, contemporanee sconfitte consecutive del Torino tengono, per un solo punto, ancora il Benevento aritmeticamente in Serie A ma il Torino, prima della sfida in casa di domenica prossima contro i sanniti, ha anche un’altra chance per farlo quel punto. Ironia della sorte sarà proprio a Roma contro la Lazio, guidata dall’altro Inzaghi, il fratello Simone, che per impedire la retrocessione automatica dei giallorossi dovrà vincere. Ma la Lazio proprio bene non sta, avendo prima vinto all’ultimo minuto contro il Parma ed essendo stata nettamente sconfitta ieri sera dalla Roma nel derby.

Se comunque questa ipotesi della sconfitta del Torino martedì dovesse verificarsi, non è comunque facile intravedere tante speranze di vittoria per i sanniti, per come stanno messi male, innanzitutto mentalmente. Servirà infatti solo vincerla quella gara, bastando come detto un solo punto al Torino per non retrocedere al posto dei giallorossi.

E il Benevento delle ultime 20 gare, cioè, in più di tutto l'intero girone di ritorno, ne ha vinta una sola! Anche se, volendo trovare un appiglio scaramantico, ciò è accaduto proprio a Torino, contro l’altra squadra piemontese, la Juventus…

Per ora si deve attendere la gara dell’Olimpico di martedì. Quindi si potrà pensare all'eventuale match salvezza. Che se non sarà raggiunta sarà stato per indubbia responsabilità dei sanniti: della società che non ha rafforzato adeguatamente una squadra che aveva fatto un ottimo girone di andata e che quindi poteva solo andar peggio, se non supportata; dell’allenatore, che pur avendo trovato inizialmente un assetto offensivo che portava punti l’ha poi rinnegato, pensando principalmente a difendersi con una squadra che non aveva i mezzi tecnici per farlo; dei giocatori, la stragrande maggioranza dei quali alla lunga ha dimostrato tutti i limiti per la categoria.
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Il Benevento era partito bene: al 1' confeziona la prima palla gol, cross di Letizia che serve in area Hetemaj, il mediano però la manda fuori. Risponde il Crotone all'11' con Ounas che salta in progressione Hetemaj e Glick entra in area ma spara alto. Gol fallito, gol segnato... dal Benevento: Letizia pesca ancora solo in area Hetemaj che la porge di petto a Lapadula che, di destro, insacca: 1-0.

Cominciano gli infortuni per i sanniti: al 18° deve uscire Ionita, sostituito da Improta, dopo una ventina di minuti si fa male alla spalla, cadendo, Depaoli e viene sostituito da Tuia.

Al 23' viene espulso Golemic: lancio dalla propria metà campo di Barba per Lapadula che viene abbattutto mentre sta per entrare in area dal serbo. Interruzione di chiara occasione da gol e cartellino rosso inevitabile.

Al 26' Insigne entra in area e scaraventa un bolide che supera il portiere Festa ma si infrange sulla traversa.

Al 35' ancora Ounas pericoloso: si libera di 3 difensori campani, ma il suo tiro termina di poco alto.
Il Benevento si mangia due gol in 2 minuti: al 43' con Schiattarella (assist di Lapadula) e al 45' con Lapadula (assist di Insigne), in entrambi i casi, soli davanti a Festa, si fanno respingere il tiro dal portiere ospite.

Al 55' e al 56' il Benevento spreca ancora due ripartenze, prima con Lapadula e poi con Schiattarella.
Sbaglia ancora Improta che in piena area tira debolmentee Festa para.

Al 69' Sempre Improta in area è contrato, la palla va a Lapdula che, solo, tira fuori.

Passano i minuti e il Benevento gioca sempre peggio, il Crotone, visto l'avversario, comincia a provarci e riesce a pareggiare al 92' co Simy, contro tre sanniti attorno che non riescono a impdirglielo: 1-1.

Oltre al danno la beffa: negli ultimi secondi di gioco, quando solo alla disperata il Benevento si è lancato all'attacco - cosa che doveva con criterio fare da almeno un tempo e mezzo - un tiro a colpo sicuro di Glik da dentro l'area ha centrato il portiere, che ha saputo parare.

Benevento - Montipò; Depaoli (38' Tuia), Glik, Barba, Letizia; Hetemaj, Schiattarella, Ionita (18', Improta); Caprari (46' Dabo), Insigne (83', Gaich); Lapadula. Allenatore: Filippo Inzaghi.

Crotone - Festa; Magallan, Marrone (46', Pereira), Golenic; Djidji, Zanellato (63' Rojas), Cigarini (66' Petriccione), Benali (66' Vulic), Molina; Ounas (84' Dragus), Simy. Allenatore: Serse Cosmi.
Arbitro: Giacomelli di Trieste.
Ammoniti: Marrone, Magallan, Glik, Gaich.
Espulso: Golemic