Il Diario dell’Argonauta. 25 - Sud, Nord, pianeta calcio e non solo nell’Italia del doppiopesismo

- Opinioni di Anteo Di Napoli

Lo scudetto dell’Inter, che ha interrotto i nove successi juventini, è stato accolto favorevolmente, anche perché resta appannaggio di una delle tre squadre dell’aristocrazia calcistica italiana (la terza è il Milan) che hanno conquistato 28 degli ultimi 30 titoli, salvo che nel biennio del grande Giubileo (Lazio e poi Roma). Una nobiltà decaduta, sommersa dai debiti, che si fa fatica anche a definire italiana, essendo la proprietà straniera o di multinazionali non più italiane.

Il dominio delle maglie “strisciate” si è fatto monopolio con l’avvento della pay-tv. La rassicurante narrazione proposta, a beneficio dei clienti più numerosi, ha portato a giustificare come comunque legittimi, per “diritto di blasone”, anche successi che sul campo altri avrebbero meritato. Lo scudetto negato al Napoli di Sarri dei 91 punti è stato il caso più scandaloso, ma la società partenopea, nonostante sia di proprietà italiana (caso unico con la Lazio tra le squadre più importanti) e priva di debiti, non gode di stampa favorevole.

Solo recentemente, in seguito alla “gloriosa” nascita della Superlega europea e alla sua fine nel ridicolo, dopo 24 ore, molti italiani hanno scoperto il debito colossale di Juventus, Milan e Inter che hanno aderito all’iniziativa. Fa rabbia pensare, da cuore azzurro quale sono, che, mentre a queste società è consentito indebitarsi senza controllo, il Napoli nel 2004 fu spedito in serie C per debiti molto minori.

Ma quella azzurra è la squadra di una città a cui è riservata una narrazione “sfavorevole”, aggettivo che si potrebbe esplicitare con un trattato di storia patria.

L’ultima evidenza è stata il differente trattamento mediatico tra i festeggiamenti a Milano post-scudetto, con decine di migliaia di tifosi nerazzurri in piazza Duomo, e quelli successivi alla vittoria del Napoli in Coppa Italia, lo scorso giugno. Allora, per giorni, i media esecrarono le scene sul lungomare di Napoli, con un altissimo rappresentante dell’OMS che arrivò a definire “sciagurati” i tifosi azzurri. Nonostante i festeggiamenti napoletani si fossero verificati con 258 (duecentocinquantotto) casi di positivi al Covid in Campania il 17 giugno, mentre ieri in Lombardia i positivi erano oltre 45 mila, non si sono registrate analoghe prese di posizione. Di più, mentre allora si attribuì il comportamento a uno “specifico napoletano”, stavolta si è puntato sullo “specifico calcistico”. La meravigliosa sintesi della doppia narrazione nell’incredibile titolo del Fatto Quotidiano che accompagnava la foto dei tifosi nerazzurri in piazza Duomo: “Folla di tifosi invade Milano. A Napoli coprifuoco violato”.

Fortunatamente da Milano arrivano anche narrazioni che ci rendono felici, come il messaggio della buonanotte del mio nipotino Francesco: “Forza Napoli! Io tifo Maradona”.