Comunali – “L’estremismo di centro” e le professioni di purezza che indeboliscono solo una delle parti in campo

- Opinioni di Giovanni Festa

Civico 22 si è rivelata l’esperienza meno innovativa della politica beneventana, nell'attualità. Per fortuna degli elettori, ha impiegato meno tempo del MoVimento 5 Stelle a palesarsi. Gli uni e gli altri persi dietro un messia e un sogno messianico, sconfitto – nel caso dei grillini – semplicemente dalle prassi: chiamati a tradurre il consenso in amministrazione hanno dimostrato la fondatezza dei dubbi inerenti il loro dilettantismo. Trascinando nel gorgo l’uno vale uno, il blog, le consultazioni on line e tutto un parco di trovate immaginifiche che, nel loro deformato immaginario, doveva porli al di fuori ed al di sopra del sistema, non riconoscendosi in alcun lato dello schieramento ‘castale’.

La breve parabola politica di Civico 22 si è nutrita dei medesimi elementi: piattaforme virtuali, presunzione d’assoluta libertà da (improvvisamente scoperti) ceti castali anch'essi, democrazia deliberativa a uso proprio, il mito del programma (redatto con i ceti castali non ancora scoperti come tali). Con la sola differenza di trovare collocazione in un estremismo di centro e di rispecchiarsi e godere pertanto non più (o non solo) negli istinti malpancisti della ‘gente’ comune, ma anche della copertura clericale che è nel dna della città di Benevento.
Più che stupirsi o criticare chi oggi, eventualmente da ‘sinistra’, ha deciso di dividere il suo percorso da Civico 22, c’è da stupirsi, e criticare, chi ha inteso farne cammino comune.

Sul corpo di Civico 22 in questi giorni si combatte una battaglia non priva di ombre, dallo stesso alimentata, ma non solo, perché condotta anche da (ambiziosi) soggetti in forma associata o (finti) battitori liberi, adusi alle bastonature mediatiche non appena annusano cali del tasso di interesse (l'audience) verso l'impalcatura dei loro pensierini. Questa corsa alle professioni di purezza intorbida la competizione elettorale col risultato di indebolire solo una delle parti in campo (sarà un caso?).

Piuttosto, preme rilevare che l'estremo azzardo maturato con la richiesta delle Primarie e il tutti contro tutti che ne è scaturito spinge a dire che mesi seduti attorno allo stesso tavolo senza approfondire conoscenze di se stessi e degli altri non sono serviti a nulla. Come prova di (auto)governo del centrosinistra (?) non c'è male: una robusta iniezione di fiducia per chi dovrà recarsi al voto.