"A cera se cunsuma e a processione nun cammina”: il dubbio dell'elettore in un panorama di incertezze e rallentamenti

- Opinioni di Luigi De Nigris

"A cera se cunsuma e a processione nun cammina”… potrebbe essere racchiusa in questo vecchio detto la fase di stallo che attraversa gli schieramenti che vogliono governare la città nei prossimi cinque anni. Al momento c’è infatti un unico candidato, il Sindaco uscente, ma formalmente non si conoscono le liste che lo sosterranno. Qualche sporadica dichiarazione non basta a sancire alcun accordo di coalizione. Gli altri schieramenti, che per comodità chiamiamo di centro-destra, di centro-sinistra e civici, sono ancora più dietro non essendosi né espressi sul candidato Sindaco, né sulla composizione delle coalizioni.

Tutte queste incertezze e rallentamenti non fanno altro che creare dubbi nei cittadini.

A nessun elettore, come ho già specificato in un precedente intervento, interessano le contrapposizioni o gli accordi che si realizzano oltre le nostre mura. A nessuno frega niente se il M5s si allea a Napoli o a Panicuocolo con il Pd o con altri per sostenere questo o quel candidato; se il partito di Meloni va avanti da solo, con Forza Italia o la Lega; se i civici si schierano da una parte o dall’altra o se vanno avanti da soli. Mentre “a cera se cunsuma…” si consumano anche i drammi di alcune categorie, un tempo agiate, che a causa della pandemia sono ad un passo dal baratro. Tra fasce deboli che nel frattempo sono divenute ancora più deboli e disuguaglianze che si sono pericolosamente ampliate, la precarietà politica ed istituzionale continua a mostrare egoismi e debolezze, a cedere pezzi di presidio e di rappresentanza degli interessi, a ritardare la predisposizione degli interventi.

Mentre “a cera se cunsuma…” non si possono scimmiottare le discussioni, le divisioni o gli intrighi della politica nazionale. Non si possono ripetere le battute o gli slogan dei leader intrisi di propaganda e di scadente demagogia. Anche perché, alla fine della fiera, la questione è molto più semplice di quella che può apparire. Gli elettori, a prescindere dai pensieri distorti dei protagonisti politici – pippe mentali suonerebbe meglio –, devono infatti solo scegliere tra continuità o discontinuità politica-ammnistrativa. Decidere se le loro aspettative sono state soddisfatte oppure no. Se le attività e le azioni poste in essere sono state efficaci oppure si vogliono valutare nuove proposte ed una nuova visione della città.