“Il loro programma lo firmerebbe Mastella”: Altrabenevento attacca la ‘Coalizione per il cambiamento

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Gabriele Corona
Gabriele Corona

Scrive per l’associazione ‘Altrabenevento’ Gabriele Corona: La coalizione che dovrebbe contrastare la rielezione del sindaco Mastella e che ha assunto il nome pomposo di "Campo largo dell’Alternativa Programmatica, Riformista, Popolare, Sociale e Progressista, Politica e Civica" ha partorito la bozza di programma elettorale "In cammino per il cambiamento" per una città "Resiliente, smart, green e accogliente".

Ma oltre gli slogan, il documento di 28 pagine contiene proposte scontate che anche il sindaco uscente, Clemente Mastella, potrebbe condividere senza difficoltà. E allora, in che modo questo documento dovrebbe convincere i beneventani a cambiare amministrazione?

Anche dopo lo scandalo dei pozzi contaminati che servono la parte bassa della città, la coalizione del PD+Movimento 5 stelle+sigle varie di politici navigati che ora si definiscono civici dopo aver attraversato partiti di destra-sinistra-centro, non dice nettamente che deve essere vietato l'uso dell'acqua della falda. Prevede, infatti, "l’immissione integrativa di acqua di sorgente" e cioè la miscelazione di acqua contaminata con quella del Biferno, come sta facendo l'attuale amministrazione.

Colpisce, inoltre, che il "programma per il cambiamento" non fa mai alcun riferimento alla corruzione dilagante in questa città e alle attività che l'Ente Pubblico deve garantire per contrastarla. Le analisi sui problemi da superare per lo sviluppo economico e sociale richiamano, infatti, le solite questioni di viabilità, il preteso baricentrismo e la necessità di infrastrutture, ma pare che in questa "isola felice" anche i presunti alternativi a Mastella hanno dimenticato gli effetti della corruzione: le tante opere incomplete, lo sperpero del denaro pubblico, le tangenti per accaparrarsi gli appalti, il mercato degli incarichi professionali, le "raccomandazioni" per il posto di lavoro o la carriera negli enti pubblici; i servizi pubblici gestiti da funzionari non adeguati.

Eppure, basterebbe fare riferimento quantomeno alle recenti indagini della Procura della Repubblica per ricordarsi che in aggiunta al traffico di droga, le estorsioni ed altre attività dei clan organizzati, emergono attività illecite a danno della pubblica amministrazione: complicità tra faccendieri e funzionari pubblici per la gestione dei migranti; riciclaggio di denaro sporco in attività di ristorazione, commercio ed evasione fiscale; falsi corsi di formazione e tangenti per i posti di lavoro in alcune amministrazioni pubbliche; peculato per la gestione di Ente morale; trasferimenti illegali di beni e la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche; bancarotte fraudolenti e torbidi affari intorno alle procedure fallimentari; truffa aggravata e induzione in falso ideologico ai danni dell’INPS; l'incendio doloso dell'auto ad un dirigente del Comune di Benevento.

Anche questo succede nella "città tranquilla" e con queste "criticità" si scontrano i giovani costretti a trasferirsi e i cittadini che rimangono, obbligati a sopportare abusi e disservizi.

Certamente le forze dell'ordine e la magistratura fanno la loro parte, ma non basta.

Chiunque si candidi per amministrare la città non può far finta di non sapere e quindi proprio non si può accettare che nel programma della presunta "Coalizione per il cambiamento" non ci siano riferimenti, ad esempio, alla necessità di immediate commissioni consiliari di inchieste per verificare come sono stati assegnati gli appalti del Comune di Benevento e gli incarichi ai consulenti; come sono stati assunti ed inquadrati i dipendenti negli ultimi cinque anni; come deve essere garantita la effettiva, efficace e totale trasparenza degli atti del Comune; come revisionare la dotazione organica e ruotare i dirigenti e i funzionari apicali.