A Benevento la CGIL approva e loda la ASL che informa meno di tutte in Campania sui numeri della pandemia

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La sede della CGIL in Via Leonardo Bianchi a Benevento
La sede della CGIL in Via Leonardo Bianchi a Benevento

S'apprende via social che in occasione del Primo Maggio (Festa dei Lavoratori, sempre e anche in questo drammatico periodo di contrazione del lavoro), la Funzione Pubblica della Cgil beneventana, “dopo una consultazione tra gli iscritti, ha deciso di consegnare un riconoscimento simbolico a due operatrici che nell’Asl si sono distinte per la dedizione al lavoro e l’assoluta disponibilità verso le persone”. Un riconoscimento ad personam, è vero, ma una motivazione che inorgoglisce: ovviamente le destinatarie, poi appunto le persone oggetto della ricordata disponibilità e, in via generale, l'utenza che il periodo pandemico sollecita nel rapporto con l'istituzione sanitaria.

Si può partire da tale dedizione personale per ricordare che uno di questi riconoscimenti sindacali è andato alla responsabile del Servizio di Epidemiologia e Prevenzione dell'Asl Benevento. Un servizio mai come in questi tempi essenziale e che ha come obiettivo "la prevenzione delle malattie infettive e delle malattie croniche degenerative" da raggiungere attraverso gli strumenti della sorveglianza epidemiologica, della progettazione degli interventi, della comunicazione e della collaborazione. Ecco, a ben leggere: pure della “comunicazione”, ovvero (sito ufficiale dell'Asl) ciò che fornisce “agli amministratori, al mondo sanitario e alla popolazione informazioni utili per prendere decisioni appropriate”.

Non ci è dato sapere se, in tema di comunicazione, il Sep fornisca ad amministratori e mondo sanitario le informazioni utili perché gli stessi possano prendere le decisioni più appropriate (i sindaci su come regolarsi con le scuole o gli amministrati in base ai contagi, per esempio; i medici sul territorio sulle strategie da adottare con i propri pazienti; eccetera). C'è invece sicuramente "da nutrire dubbi" invece che questo venga fatto verso la popolazione.

Sarebbe facile dire che Il Vaglio.it sul tema reclama e dibatte da tempo nel vuoto di qualsiasi interlocuzione da parte della Asl, ma proprio il rispetto del compito del Sep dovrebbe contribuire a 'smontare' le riflessioni di questa testata che sostiene, non a torto perché non c'è prova contraria finora, che “nessuna provincia, sicuramente in Campania, è stata così male e poco informata dagli organi preposti a farlo, ASL in primis”.

Pur riconoscendosi che non è solo dell'ASL “la responsabilità del buco informativo: tutti i rappresentanti delle principali istituzioni locali, dei partiti politici e dei sindacati, hanno pedissequamente assecondato, l’ASL di Benevento. Al pari della società civile sannita che non ha protestato per il pochissimo, quasi nulla, che ha saputo e sa di quanti siano stati i contagiati dal coronavirus, i morti e i guariti nei singoli 78 comuni, in totale e giornalmente. Pare, che questi numeri li conoscano quotidianamente i 78 sindaci sanniti, ma nemmeno loro, come l’ASL, li comunicano ai giornali per informare e mettere eventualmente in guardia la cittadinanza, a cominciare dal sindaco di Benevento”.

Magari il riconoscimento della CGIL alla responsabile del Sep dell'ASL di Benevento costituirà uno sprone perché, finalmente, si inauguri un percorso di assoluta chiarezza mettendo anche i cittadini saniti in condizioni di parità d'informazione: perché possano essere aiutati a comprendere le (e riflettere sulle) misure loro imposte, o non imposte. O, più semplicemente e amaramente, la CGIL non è più quella di una volta, ma ossequiosa ancella tra le ancelle dei poteri.