I pini del Viale Atlantici vegliano tutto il resto che invece attorno si sbrindella e svolazza

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Il piccione innamorato avrà preso un malanno: più che il tubare, un sibilo sinistro si fa strada nello spiraglio di finestra improvvidamente solo socchiusa. Invece, altro che primavera: certo il sole sta vincendo sulle nubi, ma il clima del primo mattino della prima domenica di maggio è l'omaggio postdatato di Benevento all'accoppiata 25 Aprile/1 Maggio: “...fischia il vento...”. E come. E chissà, al Comune magari ancora non s'alzano assessore e dirigente: “In caso di vento forte, chiusura del Viale degli Atlantici”.

Dunque, l'alberatura di conifere della parte alta del viale così sferzata appare al viandante come un tunnel degli orrori. E, come al luna-park, si sbuca – spaventati dal posticcio - nella realtà di una passeggiata che prosegue osservando come invece paga dazio qualche leccio (sarà un banale discorso di ordinaria, mancata manutenzione).

O come il vero intralcio sono le sbrindellate recinzioni dal vezzoso color arancio che cingono gli alberi e che svolazzano in cerca di libertà contando sulla complicità degli impetuosi soffi perché pian piano abbattano tutti i puntelli che le ancorano al suolo. I pini vegliano Per ora sono lì.