La tentazione dell'autosufficienza di Civico22 nelle elezioni con il maggioritario

- Opinioni IlVaglio.it
Angelo Moretti
Angelo Moretti

Le cronache del giorno dopo l'assemblea plenaria del 'personale politico' di Civico 22 sono concordi nel raccontarci la fine di una classica favola: quella che una forza che si riconosca nel centrosinistra conservi, intatta, la sua fisionomia col trascorrere del tempo, e quindi con l'apparire magari delle prime discussioni, o meglio: differenti interpretazioni della realtà su cui misurare prospettiva e ambizioni.

E quindi l'esito a favore delle “Primarie” di coalizione per individuare il candidato sindaco è posto, secondo gli ispiratori, o come un aut-aut o come un elemento comunque 'plurale' ma non dirimente nel comporre l'ensemble anti-mastelliano.

Fatto sta che ora sono due le scuole di pensiero in Civico 22, che magari non dispera di toccare proprio la cifra che ne contraddistingue la denominazione... L'attitudine a fare del microscopio lo strumento di approfondita ricerca dei vari pezzi del puzzle non sconcerta, ormai, l'elettore. Al più gli offre, gratuitamente e come premio per la ripagata attesa, l'opzione desiderabile e ritenuta idonea a governare gli spicchi di coalizione che vanno formandosi. Anche Civico 22, insomma, sta cedendo alla tentazione dell'autosufficienza e dei distinguo e delle divisioni interne per puntare, nell'effetto trasversale della richiesta avanzata in sede di assemblea, sul proprio cavallo ritenuto vincente, Moretti, autore via social anche di una improbabile 'interpretazione autentica' dell'assemblea in questione. Suscitando, come era ovvio, una replica di circostanza (leggi su IlVaglio.it) degli – eventuali – colleghi di viaggio elettorale (il comparto per così dire 'civico').

Considerata, poi, anche la pulviscolare 'sinistra' (leggi su IlVaglio.it), la prossima competizione con in palio Palazzo Mosti, in una larga fetta di chi ha optato per la discesa in campo, assomiglia al ritorno al passato di un sistema elettorale proporzionale.

In teoria, e riuscendo a contenere il danno del primo turno altrui al di sotto del 50%, questa confusione può soddisfare le esigenze personalistiche delle monadi di un centrosinistra diffuso, purché si rendano poi conto che, al contrario di quanto hanno creduto, al voto i cittadini di Benevento si misurano con un sistema maggioritario con ballottaggio. Ovvero: dalle ambizioni proprie al vero bene pubblico (scalzare Mastella) il passo è lungo, faticoso, non privo di compromessi. Si tratterà di valutare se ritenuto anche necessario.