La via ultracattolica alla “normalità” dietro l’ostilità di due politiche sannite verso la legge Zan

- Opinioni IlVaglio.it

Nemmeno il tempo d'essere nominata (leggi su IlVaglio.it), che Claudine Sassi Mazzini, di Fratelli d'Italia, neo responsabile provinciale Pari Opportunità, Famiglia, Valori Non Negoziabili, s'è prodotta in una intemerata sul Disegno di Legge (DDL) del deputato Pd Alessandro Zan contro l'omotransfobia e la misoginia che, dopo tante melina e polemiche e stalli, è stato calendarizzato in Commissione Giustizia del Senato (e già stato votato lo scorso anno alla Camera), per quanto relatore sia lo stesso Presidente della Commissione, il leghista Ostellari (notoriamente non a favore del testo).

Il cammino sarà pure 'lungo', come qualche senatore ha fatto rilevare, ma il primo passo è compiuto. Contro il desiderio della Sassi Mazzini. Eppure la sua 'responsabilità' investe le Pari Opportunità e altisonanti Valori Non Negoziabili... ovvero quanto di più coerente con le 'Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità' del DDL Zan, che per giunta non possono che esercitare un valore benefico sulla Famiglia fissando delle linee di educazione alla tolleranza buone per l'adulto, il giovane, l'adolescente, il bambino.

E, dal momento che 'sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti' non si può parlare neppure di un testo divisivo: chi mai, anche qui, vorrebbe vedere disconosciuto il – e quindi dividersi sul - valore della tolleranza dell'altrui pensiero (appunto quando scollegato dal 'concreto pericolo' di cui alla seconda parte, quella opportunamente omessa nel pensiero ceppalonese di cui si dirà in seguito)?

Rimane l'urgenza, per Sassi Mazzini, o meglio la sua assenza. Qui però Sassi Mazzini non spiega cosa sia e perché, in questo paese, ci sia sempre qualcosa di più urgente dei Diritti Civili.

Una piccola idea però si fa strada: l'affanno morale di dover vivere in una società un po' meno ingiusta e un po' più sana perché lontana dalla logica di dio-patria-famiglia.
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Una sorta d'appendice del giorno dopo sul tema, affratella addirittura opposizione al Governo Draghi e maggioranza allo stesso perché registra la sintonia della senatrice sannita del Gruppo Misto Alessandrina Lonardo (leggi su IlVaglio.it). Molto più tagliente invero nel giudizio rispetto alla meloniana sannita: “Inutile”, questo Ddl.

In aggiunta alle considerazioni valide per Sassi Mazzini, su Lonardo varrà la pena di una modesta chiosa, dato che la stessa innanzitutto si sbilancia rivelando particolari/verità del tutto sorprendenti: “Immaginiamo che possa convenire a molti avere queste differenze, ci riferiamo ad alcune associazioni di genere, che trovano in questo modo una ghettizzazione proficua forse anche economicamente”. Follow the money, dunque, segui il denaro: sulla parola, è ovvio.

Senza tralasciare il monito finale: “Non è libero un Paese che divide in categorie i propri cittadini. Iniziamo dalle scuole, insegnando ai ragazzi l’importanza dell’altro e la ricchezza del diverso sotto tutti i punti di vista”.

Il punto è qui, nel non adoperare le categorie ma insegnare ad apprezzare l'umanità del “diverso”. La banalità della contraddizione si differenzia per sottrazione dalla logica sopra citata di Sassi Mazzini, perché per carità ci è risparmiata la patria: restano dio e famiglia, nel senso dell'orizzonte soffocante della via ultracattolica alla “normalità”.