Atto intimidatorio conto dirigente comunale: scorta o sostituzione

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Scrive per l’associazione Altrabenevento, Gabriele Corona: Il Sannio Quotidiano di ieri ha comunicato che i periti nominati dalla Procura della Repubblica hanno accertato che l'auto del dirigente del Comune di Benevento, Antonio Iadicicco, fu bruciata volontariamente da delinquenti ancora ignoti.

Subito dopo l'incendio nella notte tra il sei e il sette febbraio 2021, l'interessato sostenne, insistentemente, che molto probabilmente un guasto elettrico aveva dato fuoco al motore della sua Porsche perché lui non aveva ricevuto minacce e i Vigili del Fuoco non avevano trovato tracce evidenti di possibili attentati.

Però, dopo qualche giorno, considerato che la sua versione non convinceva nessuno e a seguito degli attestati di solidarietà di Libera e di Futuridea, Iadicicco scrisse sul suo profilo facebook "le indagini chiariranno se si tratta invece di un corto circuito. … Mi piace pensare che sia così… ringrazio il vicequestore … per lo scrupolo con cui sta conducendo le indagini e soprattutto per avermi rassicurato sulla sua presenza nell’opera di normalizzazione che io e i colleghi dirigenti stiamo conducendo, insieme all’amministrazione in carica, nel nostro servizio verso una città che fino ad oggi non ha conosciuto e rispettato regole. Dai dehors alla depurazione, dagli impianti pubblicitari agli impianti sportivi, agli immobili comunali".

Adesso, accertato che l'incendio era doloso,Iadicicco dovrebbe spiegare qualcos'altro e gli amministratori comunali dovrebbero quantomeno commentare il fatto gravissimo.

Si comprende la rimozione psicologica dei cittadini che ancora vogliono credere alla "città tranquilla" ma il silenzio del sindaco Clemente Mastella e dell'assessore all'Urbanistica, Raffaele Romano, non sono giustificabili.

Mastella, notoriamente molto loquace quando si tratta di vecchie questioni amministrative, non parla dell'incendio all'auto di un suo dirigente che egli ha personalmente nominato affidandogli incarichi molto gravosi.

Iadicicco si occupa soprattutto di Urbanistica, materia da sempre molto delicata, di Commercio, settore oggetto di mille tensioni e del Verde Pubblico.

In aggiunta ai dehors, agli impianti pubblicitari, i depuratori e la gestione degli impianti sportivi e degli immobili comunali, ci sono altre questioni molto delicate di cui l'architetto si occupa: il Piano Periferie con un finanziamento ministeriale da 18 milioni di euro, destinato anche al palazzo sul terminal bus che proprio Iadicicco ha progettato; i progetti per il programma PICS (Programma Integrato Città Sostenibile) di cui Iadicicco è stato consulente esterno prima di diventare dirigente dell'Ente; la ricostruzione dell'ex palazzo INPS ferma dopo l'abbattimento effettuato in tutta fretta; l'Housing sociale e il progetti Piano Casa; i centri commerciali; la variante al PUC; le riclassificazioni urbanistiche e le nomine dei tecnici sempre oggetto di molte tensioni.

Un carico di lavoro enorme in un clima sempre più teso tra i dirigenti e la segretaria comunale, quelli che secondo Iadicicco stanno "normalizzando l'Ente" e che si scontrano tra loro quotidianamente con esposti, denunce e provvedimenti disciplinari.

Di tutto ciò non parla neppure l'assessore Romano, generale della Guardia di Finanza in pensione, al quale il sindaco ha assegnato proprio la delega all'Urbanistica con l'aggiunta di Anticorruzione, Legalità e Trasparenza.

E' evidente che Antonio Iadicicco non può reggere il peso dei troppi incarichi assegnati, soprattutto in questo periodo.

Sostiene di non aver ricevuto minacce prima dell'incendio dell'auto, ma potrebbe essere oggetto di intimidazioni per pratiche da trattare e pertanto è necessaria la sua sostituzione, anche a garanzia della sua incolumità, oppure bisogna assegnargli la scorta che invece ancora accompagna il sindaco senza apparenti motivi di necessità.