Senza esclusione di colpi: il sindaco uscente ricorda il "via libera" alla Luminosa del padre defunto di un possibile competitore

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Clemente Mastella
Clemente Mastella

La memoria diminuisce, se non la si esercita. E se a qualcuno sovviene appunto un ricordo scolastico, ebbene (con buona pace di Cicerone) vorrà pur dire che s'è tenuto almeno allenato. Ed è contro questi 'muscoli' del cervello che si è schierato, attraverso una nota stampa, il sindaco Clemente Mastella, ricostruendo (leggi su IlVaglio.it) la vicenda della centrale turbogas Luminosa in zona Asi, a Ponte Valentino, oggi tornata prepotentemente alla ribalta.

Il racconto ha mosso a replica l'avvocato cittadino Luigi Diego Perifano (leggi su IlVaglio.it). Sulle ragioni dell'uno e dell'altro ognuno può farsi un'idea, semplicemente leggendo i due testi.

Ma, attenzione, converrà risalire un po' la china dei presupposti. Dunque, i 'rumors' sulle prossime amministrative danno Luigi Diego Perifano fra i papabili a guidare la coalizione di centrosinistra contro l'uscente fascia tricolore. Quest'ultima, pertanto, ritiene di avere in faretra una freccia acuminata proprio nella storia della centrale Luminosa: le permette di tirare in ballo un possibile avversario, evidenziarne limiti e colpe.

E qui entra in campo la memoria di cui in avvio. Assieme a una compagna di squadra meno nobile, ma che riveste un ruolo fondamentale: la 'cazzimma'. Ovvero “l'attitudine a cercare e trovare, d'istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto”, così la descriveva Pino Daniele.

La nota stampa inviata dalla posta elettronica del sindaco di Benevento, in un passaggio ripercorre “tutte le tappe della vicenda che ha avuto origine nel 2002 allorquando il Comitato Direttivo dell’Asi, presieduto da Paolucci e composto da Perifano, Razzano e Riviezzo, diede il via libera all’istanza proposta dalla società Luminosa”.

Lo schizzo di veleno è servito: basta, infatti, il cognome (non a caso non essendo stato attribuito il nome di battesimo ad alcuno dei personaggi politici citati). E all'elettore non è richiesta memoria, vive nell'oggi: figuriamoci se andrà ad approfondire, a scavare per sapere, a ricordare che l'attività politica in casa Perifano è stata prerogativa di padre (il defunto Mario) e figlio (Luigi Diego). Con il primo a sedere, 19 anni fa, in quel Comitato Direttivo evocato dagli incauti (eufemismo) partecipanti all'incontro.