Sulla riapparsa vicenda Luminosa, Perifano replica a Mastella che aveva tirato in ballo il padre defunto

- Politica Istituzioni di Luigi Diego Perifano
Luigi Diego Perifano
Luigi Diego Perifano

Leggo un comunicato del Sindaco Mastella sulla questione Luminosa (cliccca qui per leggerlo su Il Vaglio.it , NDR).
Evidentemente, rincorrendo le voci di un mio possibile impegno diretto nelle prossime elezioni amministrative, ha pensato bene, con l’aiuto di qualche fido e ben noto “consigliori”, di confezionare una polpetta avvelenata e ingenerare nell’opinione pubblica confusione sulla vicenda.

Ha così tirato in ballo una delibera del lontano 2002, quando mio padre, Mario Perifano, oramai scomparso da qualche anno, era componente del comitato direttivo del Consorzio ASI chiamato, a quel tempo, ad esprimere un parere sul discusso progetto. Lo ha fatto sapendo che mio padre non può dare spiegazioni e non può rendere conto del proprio operato, eppure non si è risparmiato questa bassezza, pensando, evidentemente, di doverne ricavare un vantaggio sul piano elettorale.

Ma se i morti non si possono difendere, i vivi hanno invece il dovere di assumersi le proprie responsabilità. Cominciamo dalle mie. Sono stato Presidente del Consorzio ASI dal 2012 al 2017.

Ricordo perfettamente il giorno del mio insediamento: fui accolto da un gruppo di manifestanti che protestava vivacemente contro l’insediamento della centrale Luminosa. Da quel giorno, d’intesa con l’allora Sindaco di Benevento, Fausto Pepe, e con il Presidente della Provincia, Aniello Cimitile, ho profuso tutto il mio impegno per scongiurare la realizzazione del progetto: non sarà difficile per Mastella reperire presso il Consorzio ASI la documentazione che attesta le numerose iniziative poste in essere per contrastare l’intervento. La più significativa: la consultazione indetta fra tutte le aziende insediate in Ponte Valentino per formalizzare il rifiuto alla acquisizione di energia prodotta dalla centrale, giacché l’accettazione di tale fornitura era una delle condizioni poste per la fattibilità dell’impianto. Ebbene, la lotta congiunta di Istituzioni e movimenti civici è riuscita per anni ad allontanare il pericolo di un nuovo ecomostro in zona ASI. Questo è un fatto certo e verificabile. Fino a quando ho guidato io l’ASI il progetto Luminosa non ha fatto un solo passo avanti.

Ma, come si dice, chi si loda si imbroda, quindi è giusto passare ora alle responsabilità del Sindaco Mastella.

Lo stesso Sindaco che non ha mai smentito di essere stato il propiziatore del progetto di un biodigestore da 120.000 tonnellate annue di rifiuti nell’area industriale di Ponte Valentino.

Come mai Luminosa è tornata alla ribalta? Cosa è accaduto nel frattempo, per cui un progetto morto e sepolto è stato improvvisamente resuscitato?

Per darsi una risposta bisogna leggere il Decreto del Direttore Generale dello Sviluppo Economico n.55/02/2020 del 31 luglio 2020. Con tale Decreto viene accordata alla Luminosa Energia srl la proroga del termine per l’inizio dei lavori, sul rilievo che sono stati infine definiti “con decreti di perenzione” i ricorsi giurisdizionali pendenti avverso l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto.

Per i non addetti ai lavori, la “perenzione” si dichiara quando qualcuno che ha proposto ricorso decide di non dare più seguito all’azione. E chi è questo qualcuno?

Il Decreto n.219/2019, emesso dal Consiglio di Stato in data 22 febbraio 2019, dichiara perento il ricorso giurisdizionale proposto nel 2013 dal Comune di Benevento.

Quindi, concludendo: nel 2013 c’è stato un Sindaco di Benevento che decise di agire in giudizio per contrastare il progetto Luminosa, e nel 2019 c’è stato un Sindaco di Benevento che quell’azione ha abbandonato, aprendo la strada al ritorno della centrale. Chi fosse il Sindaco di Benevento nell’anno di grazia 2019 è circostanza facilmente accertabile.
Caro Mastella , le chiacchiere stanno a zero. E pure le meschinità.