L'orizzonte asfittico della politica in Campania: paternalistiche raccomandazioni o cabarettistici sketch non sconfiggono il virus

- Politica Istituzioni di Luigi De Nigris

Secondo Winston Churchill “l’abilità in politica consiste nella capacità di prevedere ciò che accadrà domani, la settimana prossima, il mese prossimo, l’anno prossimo. La permanenza in zona rossa della Campania - insieme ad altre due sole regioni – dimostra la totale assenza di questa virtù da parte dei nostri amministratori. Eppure, solo pochi mesi fa, in pieno periodo pre-elettorale la politica ci ha fatto credere il contrario. Ci diceva che la situazione era sotto controllo. Che la fermezza amministrativa e la capacità decisionale avevano protetto le città campane dalla pandemia. Che il modello Campania ci avrebbe fatto uscire dal tunnel prima delle altre regioni.

Gli eventi dimostrano che questo modello non ha funzionato. Le restrittive ordinanze, i poteri speciali e soprattutto i fiumi di denaro pubblico spesi, non hanno limitato sufficientemente l’emergenza sanitaria. Da un’indagine pubblicata dall’Anac nell’agosto 2020, si rileva che la Campania aveva speso per ogni contagiato più della Lombardia e del Veneto, notoriamente tra le regioni più funestate dalla pandemia. Secondo la relazione: "Il valore rappresentato dalla Campania è pari al 610% del valore medio della spesa regionale per contagiato e pari al 270% del valore medio della spesa nazionale per contagiato". A fronte di un numero di circa 4.420 contagi, la Regione Campania ha infatti speso circa 337 milioni di euro. Si noti che la Lombardia, che ha registrato circa 75.700 contagi, ha sostenuto una spesa complessiva di 392 milioni di euro”.

Purtroppo, nonostante questo sforzo economico, appena la fortuna ha voltato le spalle alla Campania siamo diventati uno dei punti di maggiore criticità nazionale. Non c’è famiglia della nostra realtà territoriale che non sia stata direttamente o indirettamente interessata dalla malattia o dal lutto. L’emergenza sanitaria non può continuare ad essere combattuta con le schizofreniche e le contradditorie decisioni del mondo scientifico, amministrativo e politico. Tanto meno con le paternalistiche raccomandazioni o cabarettistici sketch che hanno ormai confinato autorevoli amministratori al ruolo di “macchiette” o prigionieri del loro stesso personaggio. Ci vuole sicuramente altro. Come ad esempio quell’abilità politica indicata dal famoso statista inglese, ancora molto lontana dall’essere dimostrata.