In piena pandemia a Benevento la Giunta ha programmato le sue priorità: feste e sagre

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Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento
Palazzo Mosti, sede del Comune di Benevento

Meglio portarsi avanti con il lavoro, questo deve essersi detta la Giunta Comunale di Benevento nel corso di una delle sue riunioni – e stavolta si deve riandar agli inizi del mese di febbraio - sin da allora spruzzato di incrollabile fiducia, prima ancora che dettato da necessità di programmazione.

In effetti, siamo ancora alle discussioni sui colori delle zone nazionali, sul 'rosso' fisso regionale, sulle polemiche quanto agli assembramenti (per una settimana ancora villa e giardini pubblici anticiperanno la chiusura per evitarli, secondo ordinanza), alle chiusure dei locali e degli esercizi commerciali con tanto di sindaci adusi alla lotta comune, alle scuole dentro o fuori, ai trasporti carenti, eccetera, e soprattutto siamo alle prese con le possibili conseguenze delle stramaledette 'varianti' del virus... Insomma, il Covid-19 è ancora in prima pagina ma l'Esecutivo cittadino ha pensato bene (Delibera n. 11, appunto del 3 febbraio), quasi prefigurando allora il possibile 'sciopero della fame' della fascia tricolore dopo, che “al fine di contrastare la grave crisi economica in atto, è opportuno consentire ed autorizzare per tutto l'anno 2021” innanzitutto i mercatini alimentari temporanei a km. 0.

E poi i mercatini dell'antiquariato, di hobbistica e di prodotti artigianali, nonché “altri rilevanti eventi sia di promozione turistico-culturale, sia legati alla tradizione religiosa con riverberi sulle attività commerciali”, come: la “Festa del Cioccolato-Chocolate Days”, la “XV edizione A Benevento si pattina sul ghiaccio”, “La Notte Bianca”, la “III edizione di Gusto Italiano”, la “Festa della Pizza”. E ancora, “Castagne e Vino Novello”, le “Feste Parrocchiali”, sia nell'ambito cittadino, sia nelle contrade; le “Festività tradizionali varie” e (potevano mancare?) le “Festività Natalizie”, un 'programma unitario di eventi natalizi di musica, danza, teatro, performance che andranno a completare l'oramai consolidata tradizione di installazione di luminarie nel centro storico'.

A proposito: “Nella logica della programmazione e sempre con l'intento di contribuire alla valorizzazione dei siti simbolo della città e della produzione locale, potranno essere programmati anche altri eventi di cui si faccia richiesta nel corso dell'anno”.

Dunque, un orizzonte privo dell'asperità del contagio, un panorama scevro di assembramenti, un ospedale svuotato, una movida di ritorno, ricchi premi e cotillon in tante zone della città e sul Corso, lo stesso del “no, così non va. Il Corso Garibaldi è pieno di gente... Come se fosse un periodo normale”, disse proprio lui.

Insomma, un ottimismo istituzionale che vale la pena di condividere: già un piede nel passato e uno sguardo dritto e aperto nel futuro (Pierangelo, perdona nos).